A cura di Tommaso Francavilla
I seguaci dei mattoncini Lego hanno colpito sulla scuola “D’Azeglio”, dove un solaio crolla senza un motivo apparente in un giorno di settembre, per da appurare, secondo quanto ha affermato l’assessore comunale ai lavori pubblici Marina Dimatteo sulle nostre pagine:«Le cause di quanto accaduto alla “D’Azeglio” vanno ancora accertate. La situazione dei nostri istituti è sostanzialmente buona». Mentre l’assessore Dimatteo, dopo un mese, non si affanna a cercare le cause del crollo tra i progettisti della Lego, gli evanescenti ingegneri comunali – personaggi inquietanti e inavvicinabili – ignorano dove sia la suddetta scuola. Noi vogliamo fare risparmiare la fatica terribile a questi dirigenti e all’assessore, lasciandola contemplare romanticamente la cementeria del suocero, durante lo struggente tramonto barlettano.
Il restauro del 2000 della scuola “D’Azeglio”, la causa del crollo del solaio
Nel 2000 il progetto interno di restauro della scuola fu affidato a “professionisti” esterni, tra cui un architetto barlettano, fanatico dei mattoncini Lego e tanto affascinato dai famosi mattoncini, da aver pensato di sostituire il vecchi pavimenti della scuola, risalenti al 1920, con nuove pavimentazioni, più pesanti dei vecchi e cari pavimenti. Progetto sbagliato, pavimentazione sbagliata. Un sopralluogo del settore manutenzione, avvenuto 15 giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico, ha permesso di scoprire il solaio intermedio crollato. Dopo il restauro del 2000, le aule e i corridoi della scuola sono state trasformate negli interni di un club – privè, con colori verde-vomito, in sfregio all’antichità della struttura; in attesa che Corona ci faccia una serata, dopo la scarcerazione. Le facciate posteriori del plesso scolastico cadono a pezzi, per contenere la caduta degli intonaci sono state poste delle reti per la raccolta dei detriti. I gusti degli architetti non si discutono, soprattutto se sono raccomandati dalla Lego.
La situazione degli edifici scolastici è così buona, che il migliore c’ha la muffa alle pareti
Secondo l’assessore, la situazione dei 30 plessi scolastici è “buona”. Dobbiamo smentirla, purtroppo tutti i suddetti istituti presentano criticità: facciate cadenti, solai decrepiti, coperture marce, infiltrazioni d’acqua. Il Comune di Barletta è responsabile dello stato degli edifici ma, come tutti i comuni d’Italia, aspetta i finanziamenti a pioggia direttamente da Roma e laddove non arrivino – tranne in casi di terremoti o crolli tragici – si arrangiano, restaurando ora una facciata, ora mezzo solaio. Operazioni di facciata che non risolvono, ma tamponano le criticità, lasciando la risoluzioni dei problemi al settore manutenzioni.
Dove finiscono i soldi in cassa che dovrebbero essere utilizzati per i restauri definitivi delle scuole? Ovvio, finiscono tutti per operazioni di facciata-raccogli voti e consensi, come ad esempio parchi disumani, discariche botaniche, piste ciclabili friabili, rotonde suicide, mentre le scuole cadono a pezzi. A sentire l’assessore Dimatteo, va tutto bene, compagni!






































