“Che cattivo odore”. “A Barletta non si respira, indagate”. E ancora: “Una sera su due sembra di vivere in una fogna”. Tutto vero, tremendamente vero: in certi giorni Barletta sembra avvolta da una cortina di gorgonzola, inalata in via diretta e senza il beneficio del sapore che il formaggio tanto nobile al Nord lascia al palato. Senza censura e con tanta fiducia nel potere della tastiera, spesso i cittadini barlettani affidano al web e ai social le proprie lamentele circa i nauseabondi che dominano a giorni alterni l’aria della Città della Disfida. Che della Disfida all’olezzo ha fatto uno dei propri cavalli di battaglia, individuando-talvolta sommariamente, altre con la prova dei fatti-i capri espiatori su quali rivalersi: tra questi vi è la Timac Agro, azienda perita nella produzione di concimi e fertilizzanti con sede in via Misericordia e una lunga estensione nell’area cittadina di via Trani. A 131 giorni dalla pubblicazione dello studio idrogeologico di Cnr e Arpa, che aveva di fatto escluso responsabilità di Timac nell’inquinamento dell’aria, non si conosce ancora l’identità del vero inquinatore dell’area industriale di Barletta.
«Mentre c’è chi straparla di inquinamento, aria irrespirabile e superamento dei limiti di emissione previsti dalla legge, c’è chi come noi può rispondere con la forza della verità e dei fatti-recita una nota diffusa dall’azienda-La verità è che negli ultimi giorni Timac è stata oggetto di ben due accertamenti da parte di carabinieri e polizia locale per l’ispezione dello stabilimento. I fatti sono i documenti che riportiamo e che dimostrano, ancora una volta, che abbiamo le carte in regola. Altri possono vantare lo stesso? Forse anziché concentrarsi sempre e solo su Timac, si potrebbe cercare inquinamento e violazioni di legge da qualche altra parte». Una presa di distanza e al tempo stesso una nota di sferzante ironia nei confronti dell’amministrazione e degli enti pubblici: mentre privati cittadini avanzano dubbi sulla “tempistica” dei controlli sui social e il Comitato Operazione Aria Pulita Bat-dopo aver lanciato la campagna #iocimettolafacciaperbarlettarespirabile-ha richiesto in via ufficiale un incontro urgente all’amministrazione per questioni relative all’ambiente, gli odori nauseabondi continuano a invadere le nostre radici. In una “caccia” che sin qui ha solo rivelato parzialmente i non colpevoli, all’apparenza. E noi, intanto, respiriamo.







































