«Dopo varie perizie e controperizie, nonché attente e scrupolose indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Barletta coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Trani, dott. Antonio SAVASTA, è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio per i gravissimi reati di disastro ambientale e falso, dal 05.07.2012 al 28.10.2016, data del deposito della richiesta, nei confronti dei rappresentanti legali della BUZZI UNICEM s.p.a, DALENA Ecologica s.r.l. e TRA.SMA.R. di BRUNO Ruggiero Rosario & C. s.a.s.» A renderlo noto è l’avvocato Michele Cianci, presidente del comitato Operazione Aria Pulita.

Si contesta agli imputati l’aver gestito illecitamente, di fatto, un impianto di incenerimento rifiuti che cagionava, per effetto dell’illecito esercizio di smaltimento di rifiuti speciali, emissioni inquinanti rivenienti dalla combustione di rifiuti superiori ai limite di legge prevista nell’ambito della tipologia dei detti rifiuti, trattandosi di impianto ubicato nei 200 mt. da insediamenti residenziali. In particolare, la Cementeria BUZZI UNICEM otteneva un’autorizzazione sul falso presupposto del possesso di una autorizzazione ad incenerire 20.000 tonnellate all’anno di rifiuti pericolosi costituiti da oli minerali, non trattandosi di vero e proprio impianto di incenerimento (ma di una cementeria) e, quindi, ottenendo una nuova autorizzazione che portava la potenzialità dell’impianto da 51.000 tonnellate all’anno a 65.000 tonnellate all’anno di rifiuti speciali. Cosa inquietante è che la richiesta è stata formulata anche nei confronti di alcuni membri del comitato tecnico provinciale BAT del 22.06.2011, che hanno istruito la pratica ed espresso parere favorevole per la concessione dell’autorizzazione VIA alla gestione dei rifiuti, ma cosa ancor più grave è la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei dipendenti ARPA, organo deputato alla garanzia dell’aria salubre in favore dei cittadini, GRAVINA Giuseppe, GIUA Roberto, FICOCELLI Salvatore, MAURELLI Massimiliano Antonio e CAPOCCIA Carmelo, i quali nel corso del campionamento delle emissioni effettuato il 25 marzo 2011 eseguivano il prelievo del solo punto 5, in contrasto con quanto previsto dall’AIA, che prescriveva di fare controlli su entrambi i camini per un periodo di un anno al fine di verificare l’equivalenza delle emissioni dei punti E5 e E12, facendo risultare circostanze di fatto non veritiere e quindi certificando dati di rilevamento non conformi alla legge, al fine di far risultare una situazione non inquinante delle emissioni. Tali circostanze rappresentano una forte preoccupazione da parte della cittadinanza di Barletta che ultimamente ha intrapreso, come non mai, attraverso il comitato ARIA PULITA BAT e il FORUM Ambiente, nonché ad altre realtà omologhe, oramai unite nella lotta, un’acre battaglia contro i responsabili dell’aria insalubre. Le persone offese dal reato, sono state individuate nel Comitato Operazione Aria Pulita, nel Dott. Agostino Di Ciaula, quale referente del Comitato Scientifico Nazionale ISDE, nonché nel comune di Barletta, nella Provincia BAT, nella Regione Puglia e nel Ministero dell’Ambiente e Tutela del territorio e del Mare.

La parola ora passa al GUP, che dovrebbe individuarsi nella persona del dott. Francesco MESSINA, al quale spetterà in primis l’onere di fissare la data dell’udienza preliminare. Da parte del nostro Comitato, c’è la certezza di costituirsi parte civile e seguire con attenzione, come abbiamo fatto fino ad oggi, tutte le fasi processuali, al fine di fare chiarezza su quanto è accaduto e su quanto sta accadendo a tutt’oggi. Il nostro auspicio è che anche le altre parti offese si costituiranno parte civile, il Comune di Barletta è già costituita parte offesa, per far valere i diritti di tutta la comunità ormai provata e bistrattata da un forte inquinamento ambientale, come si rileva dai dati ARPA e dallo stato di salute di una parte della cittadinanza. Ci attendiamo, infine, dei provvedimenti a cura delle istituzioni che possano rasserenare gli animi dei barlettani e di tutti coloro che abitano nelle zone adiacenti alle industrie, perché ormai stanche di essere presi in giro da quelle aziende che si professano innocenti e vicine alla popolazione».