«Che fine ha fatto l’area attrezzata a verde che avrebbe dovuto ospitare il centro comunale di raccolta nella zona 167 di Barletta, tra via dei Salici e via degli Ulivi?» Questo è il quesito che si ponte Rosa Cascella, consigliera comunale del Partito Democratico e presidente della commissione consiliare Ambiente nella sua nota circa i destini dell’Ecocentro della zona 167. «Quando esattamente due anni fa- prosegue la Cascella- la commissione comunale Ambiente concluse il lungo e complesso processo di partecipazione con i residenti del quartiere che osteggiavano la realizzazione del Centro, l’amministrazione comunale promise pubblicamente di mitigare l’impatto estetico di quell’opera apportando delle modifiche al progetto originario e impegnandosi a realizzare un’area ricca di verde, dotata di un laboratorio didattico, una casa dell’acqua e giostrine per bambini.
L’ultimo sopralluogo effettuato dalla Commissione comunale Ambiente ha potuto verificare che poco o nulla, di quanto promesso, è stato sinora realizzato. Non vi è traccia del tappeto erboso e delle centinaia di piante, tra alberi e cespugli, che dovevano essere collocati in quell’area, e al loro posto oggi troviamo un terreno spoglio e argilloso su cui è possibile scorgere solo qualche sporadica vegetazione; le giostrine sono già state oggetto di atti vandalici; la casa dell’acqua non l’abbiamo ancora vista. Apprendo con molto dispiacere che la giunta comunale ha deliberato, in agosto, la presa d’atto delle varianti apportate dal RUP con le quali il verde pubblico viene stralciato dal progetto originario. Mi aspettavo che l’assessore comunale all’Ambiente rendesse conto alla parte politica che le promesse fatte alla cittadinanza non potevano essere mantenute, ricordando che il consiglio comunale si riunì addirittura in seduta monotematica per discutere del progetto di realizzazione del CCR. Non è stata messa al corrente la Commissione comunale Ambiente che condusse il lungo e aspro confronto con la cittadinanza e, cosa più grave, i residenti del quartiere rimangono ancora ignari che tutto quel verde mostrato nelle slide di presentazione del progetto era in realtà solo fumo negli occhi.
La scusa della mancanza di fondi mi sembra veramente provocatoria. Non riesco a credere che i 580.000 euro destinati al progetto siano insufficienti a realizzare il CCR con un’area verde attrezzata e se anche lo fossero mi chiedo perché l’amministrazione non si sia fatta carico di sostenere delle spese aggiuntive per tenere fede agli impegni presi con la cittadinanza. In un quartiere che ha subito negli anni una cementificazione selvaggia, quel piccolo polmone verde sarebbe stato molto apprezzato dai residenti. Non apro il capitolo della ingiustificabile lentezza con cui si sta procedendo all’apertura definitiva del CCR, un’opera che sarebbe quanto mai utile per migliorare la raccolta porta a porta e limitare il conferimento indiscriminato dei rifiuti nelle campagne o nei pressi delle campane di vetro. Ne parliamo da due anni e mezzo ma siamo ancora alle procedure di allaccio ai sottoservizi e non si sa come e a quali condizioni avverrà poi l’affidamento alla Barsa. Si tratta di un'”ingenua dimenticanza” o di altro?»



































