“Per quanto sono stretti, su questi marciapiedi non ci passa nemmeno una persona”. L’esclamazione di un signore di mezza età, che incrociamo lungo il nostro tortuoso cammino, la dice lunga sulla viabilità per i pedoni in via Canne, cuore del quartiere Settefrati di Barletta. Figurarsi se si parla di “passeggiate” su due ruote, ma senza essere in bici o in sella a una rombante moto: chiedere conferma ad Angelo Nardelli, amico della casa-famiglia “Monsignor Vincenzo Frezza”, con sede in via Regina Margherita. Angelo è affetto dalla nascita da tetraparesi spastica, si sposta in sedia a rotelle, ha 45 anni e da circa 15 è ospite della struttura: “La situazione, però, non è mai cambiata” ci ha spesso ribadito. Quale situazione? Semplice: rampe e discese per disabili, da queste parti, sono ancora un miraggio.
In una mattinata di metà novembre, con Angelo e il collega Adriano Antonucci decidiamo di fare una passeggiata. Non andiamo a prendere il caffè, quello che Nardelli prendeva da solo-come ha raccontato in un suo libro di successo-ma cronometriamo il tempo necessario per arrivare in piazza Aldo Moro partendo dalla casa-famiglia. Per Google Maps, fonte autorevole per gli spostamenti e i programmi di tanti di noi, sarebbero necessari 10 minuti. Ore 11:57. Partenza: superiamo auto posteggiate a spina di pesce laddove non dovrebbero, ma le problematiche maggiori derivano dalle ristrette dimensioni del marciapiede. Non ci passa una persona capace di mobilità autonoma, figurarsi chi è costretto in carrozzina. Più che una passeggiata, è una sfida di sollevamento pesi, con Angelo in costante ricerca di equilibrio. Su 18 incroci attraversati, ne contiamo 3 con rampe: una miseria, nel 2016. Angelo sorride beffardo, noi ci sentiamo beffati. Alle 12:16 siamo in Piazza Aldo Moro: 19 minuti per percorrere 800 metri. No, così non va.
A 4 ruote per Barletta- day 1)
Pubblicato da Barletta.news24.city su Giovedì 17 novembre 2016






































