Pane, amore e…fantasia. La particolare ricetta che ha dato il titolo alla pellicola diretta da Luigi Comencini e interpretata da Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida nel 1953 ben si adegua all’idea di Emanuele Francavilla, titolare dell’omonimo panificio in via Milano, a Barletta: un presepe fatto integralmente di pane, con minuziose ricostruzioni del simbolo della festività cristiana per antonomasia e tonalità di colore che variano in base al grado di cottura.
Un appuntamento che il panificio “Francavilla” mette in atto da qualche anno, quello con il Presepe, ma che per il Natale 2016 ha visto allargare i propri confini. Su una base larga circa un metro e lunga quasi 4, fatta di ritagli di pane ecco i Re Magi con i loro doni, il panettiere (figura immancabile, ma qui si gioca “in casa”) con il suo forno, la stella cometa, la lavandaia e le pecorelle, tutti disposti intorno alla capanna della Natività, dove tra San Giuseppe e la Madonna spunta un Gesù Bambino…di colore. «Era nostra intenzione, in un periodo storico non semplice, dare un piccolo ma significativo segnale di inclusione-ci racconta Emanuele, che con il figlio Ruggiero si è occupato dell’opera-Lo spirito di Gesù Bambino rinasce ogni giorno in tutti noi, in ogni parte del mondo e comunque lo si voglia chiamare, oltre le barriere religiose». I clienti hanno apprezzato, e tra una treccia e una baguette si lasciano impressionare dall’opera.
Tradizione e tecnologia si fondono, trovando la sintesi perfetta nel mulino che svetta al centro della disposizione: pane intrecciato, con un motorino elettrico a innestarne la rotazione. «Quest’anno abbiamo voluto fare una cosa più in grande, ho seguito dei corsi e nei ritagli di tempo, dopo il forno, mi sono messo all’opera» spiega soddisfatto Emanuele Francavilla. La preparazione? «E’ durata un mese, ma ora che vedo i risultati sono davvero contento». A Natale si è tutti più buoni, dicono: di certo il Presepe dei Francavilla, oltre che bello, è più gustoso.
















































