«Un’operazione di restauro della Memoria, di grande valore storico», così ha definito l’assessore alla cultura del Comune di Canosa di Puglia la scelta di cambiare il nome della via dedicata a Enrico Cialdini, scelta formalizzata durante la scorsa Giornata della Memoria, dedicando la strada a un deportato canosino nei laghi nazisti, Alberto Sergio, già insignito della medaglia d’onore. Questo dovrebbe essere sufficiente a riaprire il discorso anche nella città di Barletta: una questione aperta da diversi anni, per cui anche l’attuale Amministrazione e la Commissione Toponomastica locale si erano impegnati per il cambio del nome di una delle principali vie del centro storico. “La commissione – si legge in un comunicato stampa dell’ottobre 2015 – ha condiviso l’orientamento del sindaco di una verifica preventiva, sia attraverso un procedimento che possa avvalersi della collaborazione della Prefettura”, sarebbe ora di andare avanti.
Ricordiamo che Cialdini fu un generale inviato dai Savoia nel Mezzogiorno d’Italia all’indomani dell’Unificazione per “normalizzare” il fenomeno del brigantaggio. Fu un vero e proprio criminale che si scagliò contro la popolazione civile meridionale: sotto il suo comando si compirono arresti di massa, violenze sessuali a donne del posto, si distrussero interi centri abitati e si attuarono feroci atti di rappresaglia. Dopo l’Unità, con delibera n. 8 del 7 novembre 1861 la città di Barletta, come molte altre città del nuovo Regno, intitolò la strada a colui che fu spacciato come un “eroe” sabaudo. Oggi diverse realtà locali stanno giustamente operando una doverosa correzione nella memoria. La questione di non semplice risoluzione, visto il coinvolgimento di molte abitazioni, attività lavorative, locali pubblici coinvolti dall’eventuale cambio d’indirizzo, sembra andare un po’ troppo per le lunghe visto che anche i comuni viciniori mostrano che il cambiamento è possibile. L’antico nome della strada, come cita anche la targa, è Via delle carrozze, infatti era questa una delle possibili alternative prese in considerazione per la nuova denominazione. Ma ad oggi nulla è ancora cambiato. La memoria attende di essere rispettata e giustamente valorizzata.




































