Rifiuti a pochi passi dall'ospedale Dimiccoli

Venghino, signori, venghino. L’outlet della moda e dell’informatica fa capolino in viale Ippocrate, a pochi passi dall’ospedale “Monsignor Raffaele Dimiccoli”. Sedie, impianti stereo, televisori, residui di arredamento: c’è di tutto, e a costo zero. Anzi, a un solo prezzo da pagare: quello dell’inciviltà. Di chi non vuole «perdere tempo» con la raccolta differenziata, magari in nome del «non serve a nulla», antico adagio che spesso e volentieri fa rima con ignoranza. Da un lato il parcheggio del nosocomio, dall’altro un terreno incolto. Che qualcuno ha pensato di coltivare a suon di rifiuti.

La desolazione e la rassegnazione fanno capolino in questo angolo di città, che dovrebbe solo coincidere con speranza e sofferenza, volgendo lo sguardo al “Dimiccoli”. La scarsa illuminazione e la posizione periferica del parcheggio ospedaliero non possono e non devono essere giustificazioni: la vista di questo panorama è devastante. E chissà cosa ne pensano i proprietari delle campagne circostanti, che devono fare i conti ogni giorno con olezzi e scarti. Di certo, urgono per arginare il fenomeno che si verifica soprattutto in città: basterà ricordare ai “geni” di turno che abbandonare rifiuti in strada può costare caro? Si tratta infatti di un’azione passibile di sanzione, tra i 50 e i 5000 euro. Intanto, vergogniamoci. Tanto.