Giovedì 23 marzo il Liceo Cafiero è stato teatro di un laboratorio fuori dal comune, che ha coinvolto due classi di ragazzi in un gioco di ruolo, al fine di sensibilizzarli sui temi del viaggio intrapreso dai migranti e sulla gestione dell’accoglienza, analizzando problemi e opportunità. Il laboratorio è stato organizzato dall’associazione Oasi 2, che opera nella città di Trani da trent’anni, occupandosi di problematiche quali prostituzione, tossicodipendenza, dipendenza dal gioco e fornendo un aiuto nella gestione dell’accoglienza di immigrati. A Barletta esiste uno sportello in via Achille Bruni, in cui vengono fornite informazioni sulla richiesta del permesso di soggiorno, in cui vengono favoriti i ricongiungimenti familiari, e in cui viene svolto un corso di italiano, per favorire al meglio l’integrazione.
Nel corso del laboratorio, le due classi, divise in due gruppi, hanno sperimentato dapprima l’esperienza vissuta dai migranti africani che sbarcano nel nostro Paese, e in seguito hanno riflettuto sul tema dell’accoglienza, cercando soluzioni concrete a livello cittadino.
«Abbiamo cercato di far immedesimare i ragazzi in un gruppo di migranti, fornendo loro un passaporto e una “nuova identità”- racconta Laura, operatrice dell’associazione – poi abbiamo cercato di riprodurre un viaggio nel deserto all’interno di un camion. Per ottenere delle sensazioni simili abbiamo bendato i ragazzi, in modo da realizzare il buio di un camion di notte, e li abbiamo posizionati in uno spazio stretto. Nel frattempo, i mediatori africani dell’associazione hanno impersonato il ruolo di coloro che gestiscono questi viaggi, spingendoli, strattonandoli e trattandoli in modo un po’ duro. Questo ha generato un senso di smarrimento e paura. Poi abbiamo simulato il viaggio in nave, facendo sedere i ragazzi all’interno di un perimetro disegnato sul pavimento, naturalmente in posizioni scomode e con poco spazio a disposizione. Infine, all’arrivo abbiamo simulato le procedure di identificazione e smistamento che precedono l’arrivo nei centri di accoglienza. L’altro gioco di ruolo, invece, consisteva nel fingere di far parte di un’assemblea cittadina. I ragazzi hanno scelto di ricoprire un ruolo e hanno discusso varie proposte sull’accoglienza di un gruppo di migranti in città e sull’inserimento nel mondo del lavoro».
«Inoltre abbiamo chiesto ai ragazzi di definire le parole “viaggio” e “accoglienza” prima e dopo lo svolgimento del laboratorio.- ha aggiunto Laura – Le opinioni sono notevolmente cambiate, e questo dimostra che i ragazzi si sono immedesimati nei loro ruoli, comprendendo, da un lato le difficoltà di chi intraprende un viaggio di speranza, e, dall’altro, il complesso iter da svolgere per mettere in atto un’integrazione efficace».
Gli studenti del Cafiero nei panni dei migranti con l’associazione Oasi 2
Viaggio e accoglienza dei flussi migratori, un gioco di ruolo per sensibilizzare





































