Un consiglio comunale, l’ennesimo, concluso per mancanza di numero legale alla presenza di soli 10 consiglieri tra maggioranza ed opposizione (oltre al sindaco e alla presidente del consiglio Peschechera in aula erano presenti anche Maria Campese, Carmine Doronzo e Anna Francabandiera di Sinistra Unita, Grimaldi di Area Popolare, Giuliana Damato del Pd ed i 3 consiglieri socialisti Cannito, Marzocca e Salvemini ndr), un epillogo quello di ieri che divenuto triste consuetudine della politica barlettana non poteva che scatenare reazioni. Al proprio profilo Facebook, il consigliere di Sinistra Unita Carmine Doronzo, tra i presenti in aula fino allo scioglimento, ha affidato la propria riflessione su quanto accaduto.

«Uno spettacolo desolante l’ennesimo, è andato in scena durante l’ultimo consiglio comunale di ieri pomeriggio quando lo stesso avrebbe dovuto discutere le interrogazioni che i consiglieri hanno indirizzato al Sindaco Cascella. Molte di queste risalgono a diversi mesi fa, talvolta datate addirittura 2014, alle quali mai il sindaco o gli assessori della Giunta cittadina avevano dato risposta.

Sin dal proprio insediamento, nonostante i ripetuti appelli dei consiglieri, la Presidentessa del Consiglio Comunale aveva adottato una politica della tolleranza nei confronti delle suddette ingiustificabili inadempienze non calendarizzando le interrogazioni prive di risposta entro i 30 giorni previsti. Il repentino cambio di rotta, con la calendarizzazione di oltre una trentina di interrogazioni, ha finalmente smascherato i ritardi e con essi la scarsa considerazione e rispetto dimostrati dall’Amministrazione nei confronti dei consiglieri interroganti e, conseguentemente, nei confronti dei cittadini che con il loro ruolo di “sentinelle” hanno sollecitato a più riprese l’intervento degli stessi attraverso l’utile strumento della domanda e della formale risposta in aula.

Un “velo pietoso” andrebbe “steso” sulle risposte, o presunte tali, che in fretta e furia gli uffici competenti si sono affannati a dare agli increduli consiglieri. Alcune prive di data, altre scritte a penna, altre firmate dai dirigenti nonostante le interrogazioni fossero indirizzate al Sindaco (e alla sua giunta).

Nel caso specifico, piuttosto emblematico della situazione generale, ho presentato a febbraio un’interrogazione sul'”atavico” problema delle barriere architettoniche di Via Paolo Ricci in riferimenti alla quale mi è pervenuta a mano una nota scritta frettolosamente e del tutto priva di risposte, piuttosto foriera di ulteriori interrogativi e dubbi che un Sindaco non può consentire, per lo più su temi così sensibili e che toccano tanto da vicino la vita dei soggetti più deboli della nostra comunità.
Per queste ragioni, al fine di evitare la prosecuzione della beffa, e accertato ormai il danno, abbiamo richiesto e ottenuto (quei pochi consiglieri superstiti e rimasti in aula) di sospendere la seduta e calendarizzare tutte le interrogazioni come primo punto all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale al fine di consentire a sindaco, assessore e tecnici di fornire RISPOSTE CONCRETE, rispettose e soprattutto utili a trovare immediata risoluzione alle problematiche legittimamente sollevate».