«Come ormai noto, domenica 28 maggio 2017, solennità dell’Ascensione del Signore, la Chiesa celebra la “Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali”, voluta, mi piace ricordarlo, dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Quella del corrente anno è la 51ª edizione e il mio pensiero corre subito al messaggio che Papa Francesco ci dona sul tema: “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”». Prende il via così il messaggio dell’Arcivescovo della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, Giovan Battista Pichierri.  «Il mio invito è che tutti sappiamo trovare il tempo per leggerlo e rileggerlo. E’ un testo breve, di facile lettura, ma di grande spessore esistenziale e di fede. E’ senza dubbio rivolto primariamente agli operatori del mondo della comunicazione, ma anche a tutti i fedeli e agli uomini e donne di buona volontà».
Oggi «sono molti i segni di una sofferenza umana e di un disagio esistenziale dilaganti nelle fibre del tessuto sociale. Talvolta questi appaiono evidenti come una punta di iceberg, ma tanta umanità vive in profondità il disagio, l’afflizione, il dolore, all’insaputa dei più. Di qui l’esigenza di un impegno suppletivo per ciascuno di noi ad intercettare il soffrire umano per infondere e comunicare speranza e fiducia. Non si tratta solo di porgere parole di conforto, ma di stare accanto, di prendersi cura, di adoperarsi perché l’indigenza sia arginata, con l’apporto indispensabile della politica, delle istituzioni, del dialogo tra i popoli. Per noi cristiani, cito direttamente dal messaggio di Papa Francesco, “l’occhiale adeguato per decifrare la realtà non può che essere quello della buona notizia, a partire dalla Buona Notizia per eccellenza: il Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio”. Su Gesù si fonda quella Chiesa in uscita, tante volte utilizzata dal Santo Padre, raccomandata dal Convegno ecclesiale nazionale di Firenze del 2015, riproposta in occasione dell’Anno Santo della Misericordia, fatta propria dal Primo Sinodo Diocesano “Per una Chiesa, mistero di comunione di missione”. Di questa identità di comunità cristiana si parlerà nel prossimo convegno pastorale diocesano del 30 giugno».
Pichierri auspica «una Chiesa in uscita, ad imitazione del suo Maestro, fa sì che, come dice Papa Francesco, “ogni nuovo dramma che accade nella storia del mondo diventa anche scenario di una possibile buona notizia, dal momento che l’amore riesce sempre a trovare la strada delle prossimità e a suscitare cuori capaci di commuoversi, volti capaci di non abbattersi, mani pronte a costruire”.
Giornalisti e operatori della comunicazione, da parte loro, non dovranno farsi prendere dalla logica del sensazionale che spesso coincide con le “cattive notizie”, di cui il Papa ne elenca alcune: guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane. Non è questo un invito a sottacere la realtà, ma questa non può esaurirsi e coincidere solo con il male e le sue manifestazioni».