Peppin Mustazzett, Nuvolari delle Murge

Molti lo avvicinavano attaccando bottone, Peppin Mustazzett, il Centauro di Eraclio o il Nuvolari delle Murge, era uno dei personaggi barlettani celebri all’epoca. I suoi discorsi vertevano inconfondibilmente verso le sue glorie del passato, le sue “epopee” erano costellate di corse in motocicletta. Narrava di corse sofferte come la famosa “Bisceglie-Corato” o del rocambolesco “Circuito di Altamura”, nel quale per un pelo non si qualificò alle prove. Ricordava ancora un gran premio, quello di San Severo del 1955, ma non osava più raccontarlo da anni. Un personaggio amato da molti, invidiato dai pochi che non riuscivano a gioire della sua gloria cittadina. Dopo averlo incontrato per strada, i bambini tornavano a casa strombazzando con la voce, estasiati ed inebriati da quei racconti di magica velocità. Vinse un celebre secondo posto su un Ducati 125, col casco bianco e gli occhialoni, abbassato sul suo amato serbatoio per penetrare meglio l’aria. Sulla spiaggia di Ponente mitici racconti narrano che riuscì a superare i 100 km di velocità, su un motociclo di un cliente. Fu il primo elaboratore di motociclette del Dopoguerra, per questo non mancano miti e leggende su di lui e sul quel legame indissolubile tra la velocità ed il suo cuore.

Peppin Mustazzett e Fausto Coppi avevano qualcosa in comune: l’amore per la velocità ed il naso grosso. Ma se Fausto Coppi si rese celebre per le sue vittorie in bicicletta, Peppin riuscì a farsi amare per le leggendarie corse in motocicletta degli anni ’50. La sua storia inizia in maniera semplice e genuina, da una passione coltivata quando da ragazzino lavorava come garzone presso un meccanico. Erano tempi diversi, quando si aggiustava tutto, senza buttare via le cose al primo problema. Iniziò sgrassando carburatori e pulendo le candele. Le moto in città passavano tutte per quelle mani ormai esperte dopo tanti anni di pratica. “U motor sciav nu capolavor” dicevano a Peppino che sotto sotto se la rideva per essere riuscito ancora una volta, con le sue abilità, a stupire i suoi clienti per la perfezione dei motori da lui riparati.

Un uomo sempre ben curato nell’aspetto, nonostante passasse la maggior parte del suo tempo tra il grasso dell’officina e i motori. Un bel ragazzo, dai racconti piacevoli, una di quelle persone che non si dimenticano facilmente dopo averle conosciute. Invecchiato soleva riposare su una sedia, nel centro storico di Barletta, con le gambe accavallate con eleganza, il viso sorridente e la gloria dei tempi che furono conservata nel cuore e nello sguardo lontano.