Prosegue a ritmo spedito la Stagione dell’Associazione Cultura e Musica “G.Curci” di Barletta sotto la direzione artistica di Francesco Monopoli, che ha vantato spettacoli dall’elevata qualità artistica e caratterizzati dal sold out. Ospite nella serata del 4 marzo è stato il cantante e attore Peppe Barra insieme alla sua inseparabile Orchestra ne “Il Canto dei Tamburi”. Ancora una volta il Teatro Curci non si è smentito: sala gremita, pubblico in fermento, divertito ancor prima che lo spettacolo avesse inizio, un successo assicurato senza ancora il primo rullo di tamburi. Una serata all’insegna della passione per l’arte dei suoni tenutasi in una giornata peraltro emblematica: l’anniversario del geniale Lucio Dalla, consapevolezza che ha reso ancor più vivida e suggestiva la partecipazione dei presenti. Si è celebrata dunque la musica nella sua multiforme essenza, nel suo potere di suscitare emozione, stupore ed entusiasmo.
Peppe Barra è da sempre conosciuto come un artista eclettico, dall’impronta geniale, dotato di un estro fantasioso, famigliare, creativo, con l’innata capacità di amalgamare magia, folclore, nel fortunato connubio di tamburo e voce. Il suo spettacolo, come ricordato da Monopoli e successivamente anche dal cantante stesso, è nato dal Sud Italia per dare voce (in ogni senso) alle culture che vivono lungo il bacino del Mediterraneo e che sono dotate di un animo conservatore, volto a custodire le tradizioni musicali e gli strumenti tipici del paese di provenienza delineando percorsi musicali nuovi e originali nell’ambito della musica contemporanea, senza fagocitarli in favore di “bizzarri elementi” della modernità, come ha allegramente riferito Beppe Barra. Non sono mancati durante la serata riferimenti ai riti dionisiaci, reintrepretati in una miscela di melodie antiche e moderne al tempo stesso. Il programma musicale della serata è stato costellato da performance dalle identità differenti e da interpreti di provenienza diversa. Dopo la “Demetra” che ha aperto la serata, a rubare la scena è stata la cantante pugliese Rosalba Santoro nelle sue due pietre miliari “Canta e Cunta” e “La via delle Fontanelle”, un sodalizio fortunato tra il suo timbro graffiato e la sua fedele chitarra. E’ stata poi la volta della greca Marina Mulopulos che ha dato brio e divertimento alla platea con “Voi ti seme”, “Maghisa” e “Jatì”, impressionando tutti con la sua abile arte della beatbox. A concludere questo terzetto la cantante napoletana Barbara Buonaiuto che ha cosparso il palcoscenico di sensualità e fascino grazie al suo timbro suadente con le performance di “Balla pe mme”, “Stella Nera” e “Lacreme Napuletane”. E per concludere, con grande apprezzamento del pubblico, partecipazione a suon di battito di mani, ritmo e risate, come dulcis in fundo è arrivata la maestria di Peppe Barra, dotato di simpatia, presenza scenica, carisma, naturalezza e affabilità, che ha cantato i suoi più grandi successi, da “Vasillo” a “Vasame” a “Pansè” a “Piccirè” concludendo la serata con la sua famosissima “Tammurriata Nera”, una denuncia alla guerra e anche alla guerra di genere, che spesso si scaglia sulle donne traducendosi in violenza. Si è conclusa così dunque una serata ricca di tradizione, costumi e credenze, raccontati attraverso le melodie di voci con sfumature e storie diverse ma accomunate dall’imponente potere della musica.
A cura di Carol Serafino





































