Negli scorsi giorni è stato presentato a Bari, nella Sala Giunta del comune, la presentazione dello spot ideato da Enpa Barletta in collaborazione con Enpa Bari, per la campagna contro l’abbandono di questo 2018. L’iniziativa è stata promossa dall’architetto Daniela Fanelli, referente della sezione Enpa Bari e dall’avvocato Massimiliano Vaccariello, referente della sezione Enpa Barletta che abbiamo voluto intervistare per approfondire la tematica e comprendere al meglio lo spot al quale ha partecipato in prima persona come attore. Al nobile scopo si sono prestati anche il sindaco della città metropolitana Antonio Decaro e Vladimir Luxuria.

Com’è nata l’idea del vostro spot? Da cosa avete tratto ispirazione?
«L’idea dello spot di quest’anno è nata da quello che vediamo ogni giorno. Dedicando una parte delle mie giornate al confronto e alla collaborazione con numerosi volontari di varie associazioni animaliste, mi capita quotidianamente di ricevere segnalazioni di presunti abbandoni (da chi dice di non poter più tenere il proprio cane a chi non chiede neppure aiuto per trovargli un’adeguata sistemazione). Quindi, in quanto referente della Sezione di Barletta dell’ENPA, assieme a Daniela Fanelli, referente della Sezione di Bari, già dallo scorso anno con il relativo spot, abbiamo pensato di creare dei corti, degli spot che ci consentissero di diffondere maggiormente i messaggi di cui ci sentiamo portavoce, in particolare la sensibilizzazione contro l’abbandono.
L’ispirazione, è un’ispirazione a mio avviso oggettiva, nel senso che credo che nessun Essere Umano che guardi gli occhi di un cane dietro delle sbarre, possa restare indifferente; da qui nasce la determinazione di trasmettere questo messaggio anche a chi in un canile non ci è mai stato».

Far sentire lo spettatore come un animale in gabbia. Che scopo ha questa sensazione?
«Lo scopo dello spot di quest’anno è proprio questo, creare empatia nello spettatore e portarlo a porsi una domanda: “Come mi sentirei, se ad essere rinchiuso in quella gabbia fossi io?”. Posso assicurarti che essere rinchiusi anche solo per qualche minuto in una di quelle piccole gabbie (come si vede nello spot, io l’ho provato) suscita un mix di emozioni e sensazioni tutte negative, si va dalla rabbia al senso di smarrimento, fino a percepire una sensazione che col tempo non può che tramutarsi in paura e rassegnazione. Lascio immaginare agli spettatori dello spot cosa può provare un essere vivente che in quella gabbia ci rimane per anni. Lo spirito di chiunque credo si annullerebbe».

In che modo avete progettato, organizzato e realizzato le riprese? Ci sono stati degli animali-attori?
«Parlare di progettazione forse è eccessivo, non siamo professionisti quindi noi ci abbiamo messo l’idea e pure la faccia. Diciamo abbiamo preferito farci guidare dalla spontaneità, anche perché l’obiettivo era quello di fare percepire il nostro stato d’animo che volevamo rispecchiasse quei poveri cani che io chiamo “Condannati senza processo e detenuti senza colpa”. Naturalmente, quanto agli spetti tecnici sono doversi i nostri ringraziamenti all’Alchermes video production che ha curato le riprese ed il montaggio dello spot.

Due personaggi importanti in una campagna dal forte valore sociale. Antonio Decaro e Luxuria, in che modo hanno accolto l’idea?
«La presenza di due personaggi come il sindaco di Bari, Antonio Decaro e Vladimir Luxuria ha innegabilmente aggiunto gran valore alla nostra iniziativa e la loro partecipazione diretta allo spot è stata accolta con molto entusiasmo da tutti i volontari della mia Sezione di Barletta dell’ENPA. Anche Vladimir Luxuria, nel corso delle riprese ha esternato la sua commozione, dando prova di grande sensibilità e attenzione ai temi sociali che coinvolgono soggetti più deboli e indifesi. Poi, la disponibilità e la partecipazione del sindaco Decaro, considerando che rappresenta le istituzioni locali, mi lascia ben sperare che anche nella città si possa avviare un analogo percorso e analoghe collaborazioni nell’ambito della tutela degli animali.

A livello statistico quali sono i dati sull’abbandono alle soglie dell’estate 2018?
«Diciamo che non ci sono statistiche veramente precise, esistono infatti vari tipi di abbandono: l’abbandono dei cani subito dopo l’apertura della stagione venatoria, poiché si ritiene che non siano bravi a cacciare; l’abbandono prima della partenza per luoghi di vacanza, perché si ritiene che non si possano programmare vacanze tenendo in considerazione anche il proprio cane; l’abbandono dei cuccioli del proprio animale perché non si ha l’accortezza di sterilizzarlo; l’abbandono da parte di chi non può più dedicare attenzione e tempo al proprio animale; l’abbandono da parte di chi semplicemente e disumanamente si stanca del proprio animale. La varierà delle cause di abbandono non sempre consente di capire se un cane è vittima o meno di abbandono, anche perché l’atto dell’abbandono, che ricordo è reato, è preceduto ad illeciti quali l’omessa microchippatura che ha finalità preventiva. In generale le stime parlano di abbandoni annuali che mediamente raggiungono cifre a quatto zeri (circa 80.000 gatti e 50.000 cani), ma in ogni caso il dato certo è che le punte massime di animali abbandonati si registrano nel periodo estivo. Di qui la scelta di realizzare e lanciare questi spot in questo periodo. Voglio cogliere l’occasione per precisare che l’abbandono è una delle maggiori cause del randagismo moderno, infatti, questo malcostume è un vero e proprio serbatoio; quindi non posso non fare ai lettori due richieste importantissime: adottate e fate adottare consapevolmente e facendo una scelta ponderata, non abbandonate mai, perché oltre che reato è un atto disumano. Piuttosto chiedete aiuto e consigli alle associazioni di volontariato locali. Consentimi di concludere con alcuni ringraziamenti, assieme al sindaco Decaro, ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione dello spot anche Livio Sisto, delegato al benessere animale per il comune di Bari, al quale, oltre che i ringraziamenti dei volontari della Sezione di Barletta dell’ENPA, va la mia personale riconoscenza come del resto va a tutti coloro che hanno consentito la realizzazione dello spot».