Il tavolo da gioco è quadrato, e tentare di quadrare il cerchio perfettamente è pressappoco impossibile. Come già raccontato, il susseguirsi d’incontri di maggioranza (almeno tra i 12 consiglieri comunali pro Cannito) si sono susseguiti con una cadenza anche di due al giorno per cercare una soluzione alla crisi politica di Palazzo di Città. A cinque giorni dalla scadenza entro la quale il Sindaco può decidere se ritirare le dimissioni, arriva un colpo di scena. Nelle ore passate Cannito aveva chiesto al gruppo degli otto “dissidenti” quali nomi avrebbero, in caso di accordo, fatto per le nomine dei due assessorati e della Presidenza del Consiglio comunale (posto rimandare la discussione sull’amministrazione della Bar.s.a.); sui nomi degli assessori niente, ma nel giro di qualche ora, gli otto, seppur non molto uniti nelle intenzioni hanno bocciato il nome, indicato da alcuni di loro stessi, del consigliere Giuseppe Losappio (eletto in Forza Barletta) perché pare non gradito a tutto il gruppo, e hanno fatto il nome di Sabino Dicataldo (Buona Politica). Una proposta che suona come una provocazione (?), visto che corrisponde al nome fatto dallo stesso Sindaco prima della crisi.

La proposta ha sicuramente spiazzato il gruppo dei “fedelissimi al Sindaco”, di cui lo stesso Dicataldo fa parte; gruppo che, tuttavia, pare non essere in grande armonia sul decidere il da farsi. Forse una polpetta avvelenata? O un cambio di scacchiera di Dicataldo che ha preferito rispondere ai dissidenti? Già era noto che si trovasse nel gruppo per la “trattativa”. A questa proposta, che sarebbe avvenuta nel pomeriggio telefonicamente, Cannito avrebbe deciso di far saltare il tavolo politico, di fatto non mangiando la polpetta a prescindere, e avrebbe annunciato ai suoi di ritirare le dimissioni domani. Per rilanciare il gioco amministrativo, pare che abbia deciso di nominare come assessore all’urbanistica Rosa Tupputi (Buona Politica) per adempiere l’ultimo nominativo femminile necessario per legge affinché si rispettino le quote rosa. La Presidenza del Consiglio comunale, a questo punto, sarà necessariamente decisa fra l’opposizione, oppure potrebbe restare la consigliera ‘anziana’ Maria Angela Carone del M5S che già ha guidato le prime sedute consiliari. La legge lo ammette, si può amministrare anche così.

Se queste notizie dovessero essere confermate, pare che la lacerazione interna alla maggioranza sia insanabile e dunque si navigherà a vista tema per tema.