Chiesa del Monte di Pietà a Barletta: fondata nel XVII sec

Chiesa del Monte di Pietà a Barletta: fondata nel XVII sec

La trasformazione delle funzioni nel corso dei secoli, da chiesa a fabbrica tessile

La chiesa del Monte di Pietà venne fondata come complesso ecclesiastico nel XVII secolo dai Gesuiti che la dedicarono a San Paolo. Attualmente la chiesa è d’appartenenza dell’Arciconfraternita del Real Monte di Pietà, da cui trae appunto l’attuale denominazione. Un luogo importante già dall’aspetto che domina una delle piazze principali della città della Disfida: l’omonima piazza Monte di Pietà. L’esterno imponente e maestoso affacciato su via Nazareth, presenta un interno a navata unica, terminante in un’abside centrale con due cappelle laterali e due altari corrispondenti.

La chiesa si suddivide in due diverse zone, una costruita nella prima metà del XVII secolo e l’altra che venne realizzata nel 1789 con la fondazione del Monte di Pietà. I Gesuiti da Cerignola si trasferirono a Barletta durante la metà del Cinquecento, edificando in città un collegio che fu denominato conservatorio. Grazie ad una generosa donazione, il conservatorio divenne una chiesa dedicata a San Paolo. In seguito, grazie ad una nuova donazione dei Della Marra, la chiesa venne completata in tutte le sue strutture. I Gesuiti furono però espulsi dal regno nel 1767, così tutto il complesso ecclesiastico venne abbandonato e circa vent’anni dopo la struttura religiosa ed il collegio vennero consegnati all’opera pia del Real Monte di Pietà, una fondazione di laici che assisteva orfani, poveri ed ammalati. La fondazione decise così di vendere il precedente edificio di corso Garibaldi, per poter ristrutturare l’antico complesso dedicato a San Paolo. La denominazione ufficiale venne così modificata nel 1791 in Monte di Pietà.

La struttura divenne dapprima fabbrica tessile per la reintegrazione di giovani orfanelle e successivamente, grazie alla pregiatissima produzione, coinvolse, nella propria forza lavoro, anche ragazze che versavano in condizioni economiche disagiate. In seguito alla rivoluzione industriale vi fu una sostanziale modifica dei metodi e delle tempistiche lavorative, così nell’Ottocento la confraternita divenne inizialmente Opera Pia, classificazione che poneva l’istituto sotto la tutela delle leggi italiane e successivamente divenne scuola elementare, poi materna, affidate a diversi ordini religiosi sino a metà del Ventesimo secolo.

Una chiesa ad oggi privata, pertanto non sempre fruibile dal pubblico, che ha occasione di visitarla solo durante le funzioni religiose della stessa Arciconfraternita. La chiesa era in passato affiancata da un convento, oggi sede della prefettura della provincia di Barletta-Andria-Trani. Sono diverse le occasioni nel corso delle quali la struttura è stata accessibile mettendo in mostra le numerose opere d’arte lì conservate da diversi secoli.