Dopo tanti annunci pare che ci siamo, o quasi:«I lavori per il recupero del Trabucco di Barletta partiranno a breve», a riferirlo è l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Gennaro Calabrese. Un progetto già esistente da almeno tre anni, quando venne presentato dall’allora assessore Giuseppe Gammarota dell’Amministrazione Cascella in un incontro con la stampa nell’estate del 2016; un anno e mezzo dopo, a dicembre 2017, la Regione Puglia ha finanziato, con 100 mila euro, il recupero e la valorizzazione della struttura lignea presente sul ‘braccio’ della litoranea di Levante, con determinazione dirigenziale regionale n. 800 del 15 dicembre 2017 dando attuazione delle “Norme per la conoscenza, la valorizzazione e il recupero dei Tabucchi” come da L.R. n. 2/2015. Il manufatto in legno rappresenta l’ultima testimonianza di un’epoca che fu: diverse famiglie di pescatori fino ad alcuni decenni addietro riuscivano a sfamare le proprie famiglie grazie a quest’attrezzatura di cui la testimonianza barlettana ne è la più meridionale della costa adriatica. A Barletta se ne trovavano ben cinque, distrutti nel tempo, di cui è rimasta un’ultima testimonianza, anche se in gravissime condizioni o potremmo dire quasi completamente distrutto. Il progetto originario, in realtà, del progettista arch. Francesco Giordano, è articolato in due parti, solo una delle quali trova finanziamento in questo provvedimento; per il museo didattico si dovrà aspettare ancora un po’, ma confermano la candidatura ufficiale ad un ulteriore finanziamento di altri 100mila euro.Molo di Levante braccio

I trabucchi storici costituiscono una preziosa testimonianza della storia, dell’architettura e del paesaggio; il progetto complessivo del “Museo Diffuso del mare” necessita della collaborazione diretta con l’Autorità portuale poiché il bene sorge su un’area di pertinenza di questa. Tale testimonianza storica del profondo legame con il mare della città, sarà una vera e propria attrazione turistica, oltre che didattica quando sarà finanziata la funzione museale, ma per ora dovremo “accontentarci” di salvare, o meglio dire ricostruire, il nostro Trabucco, iter ripreso dall’Amministrazione Cannito. La concessione del Trabucco è appartenuta fino al 2014 alla famiglia Ricatti ma da tale data il Comune ha revocato la concessione attribuendosi ogni onere manutentivo.