135 anni senza Giuseppe De Nittis, l’omaggio a Barletta e nel mondo

135 anni senza Giuseppe De Nittis, l’omaggio a Barletta e nel mondo

La lettera aperta del giornalista Nino Vinella

Giuseppe De Nittis: anche quest’anno per il 135° dalla sua morte, oggi 21 agosto dal quel 1884, il Comune rende visitabile gratis la pinacoteca a Palazzo della Marra, impropriamente ribattezzata “Casa De Nittis” dato che la vera casa natale si trova su corso Vittorio Emanuele, antica Strada Cordoneria.

Barletta e De Nittis, relazione artistica e sentimentale in perenne bilico fra storia e attualità. Entrando a Palazzo della Marra, barlettani, turisti e visitatori ammireranno la collezione donata alla Città dalla vedova Léontine che, pur francese di nascita, lasciò scritto nel testamento che mai dovevano essere esposte in Francia le opere del marito, donate a Barletta… Disposizione spesso violata nel buon nome del marketing territoriale e della promozione turistico-culturale. Come accaduto per “Il salotto della Principessa Matilde”, autentico e raffinatissimo capolavoro concesso in prestito per la mostra tuttora in corso ad Ajaccio, Corsica, sulla famiglia Napoleone e dintorni.

Le opere di De Nittis post mortem viaggiano anche più che durante la sua brevissima esistenza, da Barletta a Napoli, a Firenze, a Parigi, a Londra, e di nuovo a Parigi dove si spense, come scrisse Alessandro Dumas figlio “a soli trentotto anni, in piena giovinezza, in piena gloria, come gli eroi e i semidei” sulla lapide al cimitero del Pére Lachaise, meta di pellegrinaggio per fiori e maliconie.

De Nittis viaggia. A Recanati, per la mostra su Leopardi, dal 30 giugno al 3 novembre 2019 si possono ammirare “Mare in burrasca” (olio su tela, valore assicurativo € 250.000,00) e “Strada campestre – Lungo l’Ofanto” (olio su tela, valore assicurativo € 200.000,00).

A Napoli per la mostra sul Vesuvio, si possono ammirare dal 27 giugno al 29 settembre 2019 “Eruzione del Vesuvio”, 1872 (olio su tela, valore assicurativo € 250.000,00) “Sulle colline vesuviane”, 1871-1872 (olio su tavola, valore assicurativo € 150.000) ed “Eruzione del Vesuvio – studio”, 1872 (olio su tavola, valore assicurativo € 100.000).

In Olanda, al Drents Museum di Assen, ci è andato in prestito il celeberrimo “Passa il treno” (olio su tela, valore assicurativo € 500.000) dal 1° giugno al 3 novembre 2019.

In futuro, il Comune ha deliberato in occasione dell’esposizione “Gemito” che si terrà presso il Petit Palais di Parigi dal 15 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020, e presso il Museo di Capodimonte di Napoli dal 15 marzo al 14 giugno 2020, il prestito dell’opera di Giuseppe De Nittis “La signora De Nittis col figlio” (olio su tela, valore assicurativo € 300.000).

Ma prima, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto la proposta presentata dalla società Aeroporti di Puglia un’occasione imperdibile di valorizzazione e promozione della Collezione De Nittis e dell’intera Città di Barletta e intende consentire l’organizzazione di un’esposizione di opere della Collezione De Nittis dal 2 settembre al 20 ottobre 2019. Tre le opere da utilizzare per l’allestimento dello spazio espositivo all’interno dell’Aeroporto di Bari, scegliendo due paesaggi pugliesi e un ritratto di donna e precisamente: “Paesaggio con fenicotteri” (olio su tela, valore assicurativo 150.000,00); “Primavera” (olio su tela, valore assicurativo €200.000); “Busto  di  donna  con  cappellino” (olio  su tela,  valore assicurativo €100.000).

Mentre il critico prof. Roberto Miracco sta lavorando alla mostra monografica negli Stati Uniti sulla base di una convezione stipulata, quest’anno si chiuderà con la realizzazione della mostra monografica su Giovanni Boldini dal titolo provvisorio “Boldini” presso la sede della Pinacoteca Giuseppe De Nittis a Palazzo Della Marra dall’08 dicembre 2019 al 3 maggio 2020 e della rassegna monografica di analogo valore su Giuseppe De Nittis da tenersi presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 1  dicembre 2019  al 13 aprile 2020.

LE ULTIME ORE DI GIUSEPPE DE NITTIS

E’ triste morire d’estate. La gente pensa a divertirsi, è svagata, senza memoria. Eppure, a Parigi, perfino Le Figaro scrisse: “Un artista di rara coscienza, un pittore di grande merito che ha il suo posto segnato in prima fila della scuola impressionista, Joseph De Nittis, è morto quasi improvvisamente a Saint Germain-en-Laye”. Era il 21 agosto 1884.

Peppino aveva solo trentotto anni, più della metà trascorsi fuori dalla sua Barletta. Ma quell’ultimo anno fu incredibilmente vissuto sull’altalena tra la celebrità da pittore affermato e il pettegolezzo tutto mondano dei salotti bene parigini. Come ricordano Piero Dini e Giuseppe Luigi Marini nella monumentale opera omnia denittisiana pubblicata nel 1990 da Allemandi editore col sostegno della Cementeria ed un saggio di Ruggiero Mascolo, allora direttore della civica pinacoteca. “In febbraio De Nittis si trova ancora con la famiglia in Italia ed è molto rattristato nell’apprendere che un gran numero di falsi delle sue opere sono in circolazione. Da marzo a maggio vivono nella capitale francese; si vocifera che le loro condizioni economiche non siano più buone. De Nittis espone a Londra i tre pastelli del Trittico in vendita alla complessiva cifra di 2.400 sterline. Il 10 aprile De Nittis è ancora nel suo villino di Parigi. Dipinge La guardiana di oche, che invia al Salon insieme a Colazione in giardino e Fiori d’autunno. Esegue inoltre Figura ridente, un bellissimo Tramonto a tempera su un ventaglio e l’Autoritratto in piedi.

Il 25 aprile è nominato Accademico di merito dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Il 1° giugno i De Nittis partono per Saint Germain-en-Laye, ma in luglio il pittore si sente già male. Il 19 agosto, sempre più sofferente, riceve per l’ultima volta de Goncourt: ha sul cavalletto l’estremo ritratto della moglie, in via di esecuzione, L’amaca. Giuseppe De Nittis muore nella sua villetta di Saint Germain-en-Laye il 21 agosto per congestione cerebrale e polmonare, lasciando 200.000 franchi di debiti. “La morte di quest’uomo di trentotto anni – scriveva Goncourt – di questo ragazzo così amabile e così ingegnoso da procurarsi gioia e piacere, di questo pittore così pittore, salvo che per gli invidiosi e per i nemici, ha incontrato una simpatia tutta naturale. Ed è meraviglioso e toccante il lusso dei fiori deposti sulla sua bara”.

Il pittore viene fatto imbalsamare e seppellire nel cimitero di Père Lachaise per volontà della moglie Léontine che, negli anni successivi, oltre a dedicarsi alle sue ambizioni letterarie, curerà l’educazione del figlio Jacques, laureatosi in medicina, e cercherà di non disperdere le opere rimaste nello studio del marito, fino alla donazione di gran parte di esse – 171 pezzi fra tele, tavole, acquarelli, pastelli, disegni, acque forti, puntesecche – al Comune di Barletta”.
Ma questa è davvero tutta un’altra storia… Grazie, De Nittis!

Nino Vinella, giornalista