Ad attendere Rosamaria Scorese a Barletta al Cinema Opera ci sono anche i suoi ex alunni, le sue colleghe. Amicizie datate, tanto care a lei e alla sua unica sorella, Santa, che non c’è più, ma è comunque sempre presente nella vita di Rosamaria e dei suoi genitori Piero e Angela. La storia di Santa, la storia di un destino annunciato è ora raccontata in un film. Il regista Alessandro Piva con uno stile asciutto, pulito, sobrio, ha ripercorso la vicenda della giovane attivista cattolica di Palo del Colle uccisa a coltellate il 15 marzo 1991 dinanzi al portone di casa da un molestatore affetto da disagio mentale.
Dodici minuti di applausi, la standing ovation, la commozione e il Premio del Pubblico alla Festa del Cinema di Roma sintetizzano il peso specifico e la portata del docu-film “Santa Subito” di Alessandro Piva.
“Classe 1968, energia allo stato puro, Santa amava la vita, voleva diventare missionaria, nel suo cuore tanta fede cristiana, sogni e apprensioni che affidava a un diario” dice Rosamaria nel corso dell’incontro, sottolineando il messaggio straordinario lanciato con il linguaggio cinematografico, fondamentale per creare una cultura nuova per il rispetto non solo per le donne ma per tutti i generi. Plaudendo il lavoro di Piva risponde alle domande di alcuni studenti del Liceo Classico Casardi sollecitati dalla visione del documentario e dalla conversazione con Don Dario Dicorato, la Prof. Rosanna Solimando della Scuola Media Fieramosca e Laura Pasquino Coordinatrice dell’Osservatorio Giulia e Rossella, il Centro Antiviolenza che in perfetta armonia con il Cinema Opera ha organizzato il dibattito a più voci.
Per i genitori di Santa non è stato semplice tornare a descrivere il dolore davanti alle telecamere. Piva ha scelto di intervistare anche le guide spirituali, gli amici, tutti contagiati dall’entusiasmo della giovane.
Piero Scorese, oggi poliziotto in pensione, ha assistito alla scena del delitto, impotente, dal balcone di casa e poi in strada. Da tre anni sua figlia era oggetto di morbose attenzioni da parte di un giovane con problemi psichici che scriveva oscenità sui muri di Bari, dopo essere stato cacciato dal seminario. Inutili le denunce presentate in Questura. La quotidianità di Santa sembrava essere minata da un martirio inesorabile in una Italia ancora indietro sulla lotta al femminicidio: il reato di stalking, infatti, è stato introdotto nel 2009.
L’assassino ha trascorso dieci anni in un ospedale psichiatrico. È uscito, è libero. Per Rosamaria Scorese, che da anni tenacemente racconta la storia di Santa, le vittime erano due: non solo sua sorella ma anche il suo omicida perché le istituzioni non riuscirono a cogliere i segnali del suo disturbo.
Un film dedicato “a coloro che sopravvivono” realizzato grazie a Fondazione con il Sud e Apulia Film Commissione che hanno emesso un bando per promuovere cinema e azione sociale nel Mezzogiorno. “Basilare interagire con le scuole” dichiarano all’unisono gli intervenuti ringraziando gli studenti, i docenti e alcuni spettatori presenti in sala che conoscendo Santa, una persona speciale, hanno testimoniato il suo amore e la sua meravigliosa energia per la vita. “Sono giovane, non voglio morire” disse nella sua disperata e tragica corsa in ospedale.
Su Santa è in atto un processo di beatificazione. La Chiesa è impegnata a verificare e certificare che sia avvenuto un martirio e un miracolo. Attualmente è Serva di Dio. Chi le ha voluto bene spera che “sia fatta Santa subito”.




































