Le feste natalizie sono ufficialmente iniziate e con queste anche ogni tipo di preparativo collaterale: gli addobbi, il presepe l’organizzazione del pranzo di Natale, i regali sotto l’albero. Usanze che profumano di tradizione e che soprattutto rappresentano veicoli di momenti felici, vettori di quelli che saranno i nuovi ricordi del domani. Non si può dire lo stesso, però, di ognuno dei costumi di questo periodo. Botti, petardi e fuochi d’artificio, di solito previsti per l’ultimo dell’anno, nonostante lo sbalordimento, il divertimento e l’eccitazione che sortiscono, sono causa di non poche conseguenze dannose per i nostri amici a quattro zampe e non solo. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Massimiliano Vaccariello, referente legale dell’associazione ENPA Barletta: «Come ogni anno, abbiamo richiesto alle amministrazioni un provvedimento, un’ordinanza sindacale, per vietare l’uso di petardi e prodotti simili. E’ da un po’ di tempo che stiamo portando avanti questa iniziativa, in modo unitario». Un impegno condiviso quello di cui ci ha parlato Vaccariello, che ha visto la cooperazione e l’interesse di una fitta rete di associazioni animaliste da tutti e dieci i comuni della provincia Barletta-Andria-Trani: Collarino Rosso, ENPA (sezioni di Barletta, Andria, Trani), OIPA (Andria-Trani), I Figli di Nessuno (Bisceglie), I Randagi di Minervino, LEIDAA (sezione di Margherita di Savoia), LNDC (sezioni di Canosa di Puglia e Trani) e Randagiando in Spinazzola.
«Abbiamo richiesto un provvedimento preciso – prosegue – e cioè che venga diffuso in modo capillare sul territorio un controllo preventivo, che vengano messi in atto provvedimenti che vietino l’uso o la vendita di petardi e pirotecnici. In modo che non venga meno questo scopo, sarebbe utile che le forze dell’ordine monitorino la situazione, sul mercato e non solo». L’uso di petardi e pirotecnici di qualsiasi tipo non è un gioco e non rappresenta un intrattenimento scevro di pericoli ma è anzi fattore di rischio su più fronti. Innanzitutto, è deleterio per gli animali, in quanto può causar loro disorientamento, può portarli alla fuga e a correre il rischio di investimento, oltre che eventuali danni fisici o conseguenze nocive per la loro salute. Rappresenta una minaccia per l’uomo stesso, che può restare accidentalmente ferito e anche per l’ambiente, in quanto il deposito di residui infuocati può causare incendi e oltretutto contaminare il suolo, l’aria e anche i nostri stessi viveri, a causa delle sostanze di cui tali prodotti sono costituiti (nitrato di potassio, carbonella di legna, zolfo, acidi organici e metalli per la combinazione dei colori), che con l’esplosione si disperdono nell’aria con un forte impatto ambientale. Ma una soluzione c’è secondo le associazioni coinvolte e di cui Massimiliano Vaccariello si fa portavoce: «Si potrebbero utilizzare proiezioni di immagini olografiche, oppure giochi di luce a LED, da combinare con colonne sonore ad effetto, che possano sostituirsi a tradizioni da ritenersi ormai medievali e che oltretutto non portano a niente di buono». Cosa aggiungere allora? Speriamo che l’anno nuovo, da sempre portatore di nuovi (e buoni) propositi, accolga le novità, custodisca (solo) le belle tradizioni e abbia un inizio col “botto”.
A cura di Carol Serafino





































