L’infezione da Coronavirus rappresenta una calamità a cui il mondo non era preparato e con cui adesso si ritrova a fare i conti, giorno dopo giorno. Quasi 17.000 le vittime e un numero di contagiati che ha contato ormai le 6 cifre. Eppure, la forzata immobilità a cui la pandemia ci ha costretti, con l’astensione da uscite, lavoro e vita mondana, ha rilevato migliorie dal punto di vista ecologico, portando ad una recessione delle emissioni  inquinanti. Questo ha effettivamente dimostrato che esista un legame sottile fra la nostra salute e il nostro stile di vita, fino ad ora, per molti, sicuramente poco salubre. Ne abbiamo parlato con Lello Corvasce, presidente di Legambiente Barletta, che ha offerto un interessante punto di vista sulla correlazione fra l’ emergenza sanitaria da cui siamo afflitti e gli equilibri ecosistemici. «Le migliorie ambientali non derivano solo dal blocco dei trasporti ma anche dal blocco delle industrie. La natura sta mandando segnali inequivocabili. In questo momento l’uomo ha fatto più di un passo indietro e ora la natura ha ritrovato un po’ di quegli spazi che prima non le erano consentiti, come ad esempio a Milano, dove i prati sono invasi da conigli selvatici e minilepri. L’uomo ha bisogno di arrivare al punto di rottura per poter capire, ha bisogno di sollecitazioni per comprendere quando sbaglia e dove». Una riflessione importante, che dimostra quanto frangibile e delicata sia la convivenza sulla Terra fra l’uomo, la natura e l’ambiente, soprattutto in un’era che del consumo e di quella che il filosofo sloveno Slavoj Zizek in una recente intervista ha definito “tirannia del mercato” fa la sua ragion d’essere.

«Non è facile stabilire se usciremo vincenti da questa situazione – ha proseguito Corvasce – Questo virus ha purtroppo lasciato troppe vittime ma io spero che da questa situazione si possa imparare, questo momento può insegnarci tanto. C’è una fetta di persone che userà questo difficile momento come spunto di riflessione, che capirà che l’uomo ha già causato troppi danni e che deve riequilibrare gli spazi tra l’uomo e l’ambiente. Purtroppo c’è chi invece userà questa situazione come paravento per tornare, dopo, ad una vita ancora più consumistica di quella di prima, secondo la logica del “La vita è una sola”» . E’ fondamentale allora lasciare un monito, una morale, per un futuro si spera il più imminente possibile. Il presidente di Legambiente Barletta in proposito ha concluso le sue considerazioni con parole importanti: «Questo è un momento in cui bisogna riflettere. Ho visto foto di mascherine e guanti buttati per terra, in acqua, in qualsiasi luogo, nonostante siano necessarie in questo periodo. L’uomo non capisce ancora che danno sta arrecando al pianeta e anche a se stesso. Bisogna prestare più attenzione a quello che facciamo, anche ai piccoli gesti quotidiani. Riflettiamo sulle cose vere e importanti della vita. Se iniziassimo a guardare in questa direzione, la nostra visuale sarebbe sicuramente più chiara e sarebbe soprattutto in sostegno dell’ambiente e di noi stessi».

 

A cura di Carol Serafino