Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine”, avrebbe detto Virginia Woolf, e d’altronde, non ci si può che immedesimare nelle sue parole. Ogni libro, col profumo delle sue pagine, con lo stupore e la trepidazione che traboccano dalle sue storie, è un compagno, che ci tiene per mano solleticando la nostra immaginazione e scavando nel nostro “io” più profondo. Eppure, a causa del blocco forzato provocato dall’emergenza Covid-19, molti dei nostri amici cartacei sono rimasti a prendere polvere sugli scaffali, altri invece hanno viaggiato per arrivare dritti nelle nostre case. Punto di approdo il 14 aprile, data che ha ufficialmente segnato la ripresa di molte attività fra cui la riapertura delle librerie (anche) a Barletta. Abbiamo parlato con Giuliana Damato, titolare della libreria Mondadori Bookstore insieme a Francesca Centaro, e con Antonella Piccolo, titolare della libreria Einaudi, per farci raccontare le difficoltà riscontrate durante il lockdown e l’andamento di queste due prime settimane di risveglio dopo il letargo.

Premessa di entrambe: la fortuna (nella sfortuna) di aver dovuto fronteggiare un solo mese di chiusura. Mese non poco faticoso però, soprattutto per supportare costi e spese, rimasti invariati ma senza un introito che potesse compensare totalmente le “uscite”, o almeno non senza difficoltà. Forza motrice sono state le consegne a domicilio, effettuate in città e sul resto del territorio italiano, che non hanno però potuto evitare un oggettivo calo delle vendite. Richiesti per di più libri per bambini, intrattenimento educativo e svago per i più piccini, e libri per studenti universitari, pur sempre in pieno anno accademico nonostante il nuovo “format”. Il fatturato risente tutt’oggi quindi di perdite soprattutto riguardo ai libri per adulti, che, forse per fronteggiare le imprese domestiche o lavorative, si stanno dedicando meno al piacere della lettura. Venuti meno anche gli incontri tra le scuole e gli autori oltre che le tante iniziative culturali che, sia l’universo Mondadori sia l’universo Einaudi, in sinergia con le restanti librerie barlettane, organizzavano di questi periodi, soprattutto con l’avvicinarsi de “Il Maggio dei Libri”, campagna nazionale volta ad incoraggiare la lettura promuovendo iniziative che coinvolgessero proprio scuole, biblioteche, librerie, festival e associazioni culturali. Quest’anno, purtroppo, questa prolifica e fiorente opportunità di interazione intellettuale ed emozionale è tristemente sfumata, prefigurandosi come il preludio di un’annata che prevede diversi cambiamenti, primo fra tutti un nuovo approccio alle librerie non solo come luogo commerciale ma anche e soprattutto culturale.

La ripresa dell’attività è stata tuttavia piuttosto positiva se proporzionata alle circostanze. Dopo le opportune prime fasi di sanificazione e riorganizzazione degli spazi a misura di distanziamento sociale, le librerie hanno riaperto le loro porte al pubblico di lettori in totale sicurezza. Il personale si avvale di guanti e mascherine, mentre a totale disposizione dei clienti sono i gel igienizzanti. Nonostante lo “start” delle riaperture, prosegue però inarrestabile anche il servizio a domicilio, mentre nelle sedi si è rilevato un generale ordine negli ingressi, opportunamente regolamentati, e un discreto afflusso. Tuttavia Barletta è divisa. Il ritorno ad un primo spiraglio di normalità da un lato ha stimolato una fetta dei nostri concittadini a riaccaparrarsi dei piacevoli vezzi di un tempo (e questo ovviamente comporta uno sprone all’acquisto), dall’altro, in alcuni, ha sortito timore all’idea di uscire di casa e riprendere contatto col mondo esterno, provocando quindi una disaffezione nei confronti dei luoghi sempre ritenuti cari. Ulteriore deterrente riguarda l’impossibilità di quella parte affezionata di clientela fuori sede che, a causa dell’immobilità obbligatoria, purtroppo non può recarsi fisicamente nelle librerie di riferimento. Si stima dunque che, se in alcuni casi il rifiorire dell’attività libraria ha potuto vantare una ripresa prospera, in altri casi i numeri evidenziano un calo rispetto alle scorse annate.

Per questo sarebbe importante, oltre che opportuno, sensibilizzare la nostra comunità non solo di lettori ma anche e soprattutto di cittadini, ad incrementare l’economia locale, smorzando gli acquisti online e avvalendosi di più delle sedi fisiche deputate alle attività commerciali. Ogni libreria è un eterocosmo, portagioie di mondi lontani, di viaggi spazio-temporali. Continuiamo ad amare quei mondi. Solo collaborando potremo essere i protagonisti di un libro completamente nuovo. Solo uniti, per amore del nostro passato e del nostro futuro, potremo scrivere con inchiostro indelebile il nostro “happy ending”.

 

A cura di Carol Serafino