E’ tornato in libertà l’agronomo Manlio Cassandro di Barletta, finito in carcere la scorsa settimana nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Bari chiamata “Grande Carro”, sulle presunte infiltrazioni dei clan di Foggia nelle imprese agricole che hanno ottenuto finanziamenti con fondi europei da parte della Regione.

Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame (presidente Romanazzi, relatore Caramia) che ha accolto il ricorso degli avvocati Michele Cianci e Giovanni Cassandro incentrato sulla carenza dei gravi indizi di colpevolezza dell’associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla truffa ai danni dei fondi pubblici. Cassandro era in carcere a Forlì.

48 i soggetti arrestati ed indagati a vario titolo tra cui l’agronomo barlettano per una operazione che, la scorsa settimana, ha toccato 13 province e diversi stati esteri. Agli indagati sono contestati a vario titolo estorsioni, frode, violenze, sequestro di persona e altri reati. Le mani della criminalità foggiana organizzata sul settore agroalimentare, avevano spiegato gli inquirenti.