A un anno esatto dall’inizio di questa pandemia, che ha sconvolto tutte le abitudini sociali e lavorative degli esseri umani, a un anno esatto dal blocco totale del mondo dello spettacolo dal vivo, “Una ferita dolorosissima, per l’Italia in particolare, ma necessaria” come ha ricordato il ministro alla Cultura Franceschini su una recente intervista; questo ha significato anche per centinaia di migliaia di lavoratori del settore, un anno di profonda precarietà, se non proprio di disoccupazione, mancando tuttora delle prospettive certe.

Armati simbolicamente dei loro trolley simbolo del nomadismo a cui è legato il lavoro artistico, oggi la mobilitazione nazionale in tante piazze d’Italia, tra queste Barletta non è mancata, attraverso l’associazione di professioniste e professionisti del comparto artistico e culturale, partecipando alla mobilitazione nazionale indetta dal Movimento autonomo indipendente nazionale “Professionisti Spettacolo e Cultura-Emergenza Continua” e Rete Intersindacale RISP. Questa mattina, davanti al teatro comunale “G. Curci” di Barletta, proprio davanti al Palazzo di Città, si è dato avvio ad una sorta di staffetta che culminerà questo pomeriggio in Piazza Prefettura a Bari. Questa manifestazione ha fatto seguito al progetto “Facciamo luce sul teatro!” di ieri sera, promosso da UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivi) per sensibilizzare il Governo sulla programmazione di un piano sulla riapertura dei teatri.

“È evidente che la strada dei bonus una tantum non è quella giusta: servono misure di reddito a sostegno strutturali e universali per affrontare una crisi di tale portata”, così il comunicato ufficiale della manifestazione. Con questa, si chiede:

  • sblocco immediato e conseguente erogazione dei ristori rimasti in sospeso durante queste settimane d’instabilità governativa;
  • Tempestiva convocazione di un Tavolo Interministeriale che coinvolga lavoratrici e lavoratori del settore Spettacolo e Cultura, al quale siedano Ministero del Lavoro, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali;
  • Attuazione di una ormai necessaria riforma strutturale che tuteli realmente non solo i grandi enti e le grandi aziende;
  • Provvedimenti finalizzati al finanziamento e sostegno delle piccole e medie realtà che si occupano di spettacolo, cultura e rischiano di chiudere e di non poter compiere più il loro ruolo.

«Per questi motivi, per la dignità di tutte e tutti e per un ordinamento del settore che sia equo, solidale e che tuteli realmente i lavoratori, siamo scesi in piazza quest’oggi – lo asserisce la portavoce barlettana Michela Diviccaro. Durante la mattinata è intervenuta anche l’assessore comunale alla Cultura, Graziana Carbone, ribadendo la vicinanza dell’Istituzione comunale alle richieste del settore, promettendo grande impegno nei prossimi mesi, soprattutto in vista dell’approvazione del Bilancio comunale entro fine mese, da parte dell’Amministrazione per cercare di alleviare queste gravi difficoltà.

«Noi abbiamo il diritto sacrosanto di riprendere a lavorare – scandisce la freelance dello spettacolo dipartimento della danza, Rosellina Goffredo – con l’impegno delle Istituzioni locali e nazionali affinché si occupino di noi, rimettendoci nelle condizioni di riprendere, così come viene consentito di partecipare alle celebrazioni religiose nel rispetto delle norme».