«Un supermercato nel cuore della marineria barlettana?». L’interrogativo è posto dai consiglieri comunali di maggioranza Stella Mele, Luigi Rosario Antonucci e Riccardo Memeo. «In campagna elettorale – proseguono – abbiamo sempre sostenuto che la zona retro portuale avrebbe dovuto avere un ruolo strategico nello sviluppo turistico della città, tant’è che questa Amministrazione, con delibera di Giunta comunale n. 43 del 15/03/2021, ha approvato un progetto per intervento di copertura della viabilità carrabile antistante il Castello, al fine di realizzare il cosiddetto “parco del porto”. Ciò non di meno, con non poco stupore, abbiamo appreso che gli uffici competenti del Comune di Barletta hanno consentito, la realizzazione di un supermercato tra il porto e il Castello normanno-svevo, previa demolizione dell’immobile preesistente e realizzazione di un nuovo fabbricato. La vicenda ci impone preliminarmente di dichiarare la nostra contrarietà rispetto a quanto sta accadendo in una zona a forte vocazione turistica, ad altissima rilevanza paesaggistica, nel cuore della marineria barlettana, incastonata fra il porto, il mare, il fossato del Castello e la Cattedrale.

In verità già l’intera zona, a nostro sommesso parere, violentava il paesaggio storico urbano in oggetto ed abbiamo sempre sostenuto che l’Amministrazione avesse il dovere di recuperare al pubblico quell’area, strategica per qualunque progetto di recupero e valorizzazione in favore dello sviluppo turistico tanto legittimamente agognato dalla Città.

Il nostro gruppo politico ha sempre ritenuto che la Dirigenza non possa sfuggire al confronto con la Politica sulla visione della Città ed è per questo che il nostro spirito critico, pur stando in maggioranza, ci spinge a ribadire la nostra contrarietà rispetto a quanto autorizzato, con tanta celerità.

Sotto l’aspetto tecnico, quanto accaduto, ci impone inoltre di esprimere pubblicamente le nostre forti perplessità e in particolare poniamo i seguenti quesiti:

1) vi sono corrispondenze con gli strumenti urbanistici vigenti, dal momento che, come rilevato nell’atto endoprocedimentale edilizio 18/2020, l’immobile in costruzione ricadrebbe in zona omogenea di PRG Area per le Urbanizzazioni secondarie, in cui non è consentito l’insediamento di una media struttura di vendita M2?
2) le autorizzazioni rilasciate sono in linea con il Regolamento regionale recentemente approvato sulle “medie strutture commerciali”?
3) insiste, sulla zona in oggetto, un vincolo paesaggistico e la necessità di una valutazione di impatto ambientale?

Alla luce di tanto, ci chiediamo se non ci si stia imbattendo in un errore urbanistico, oltre che di visione sullo sviluppo della Città. Non vorremmo – dunque – qualora le nostre perplessità dovessero risultare fondate, che qualcuno dell’Ufficio Tecnico e del Suap, interpretando erroneamente leggi e strumenti urbanistici, come purtroppo è accaduto in passato, confonda la destinazione d’uso di un immobile con la destinazione urbanistica, creando legittime aspettative in chi ha chiesto, ottenendole, le suddette autorizzazioni amministrative, con il rischio di arrecare un danno all’Amministrazione comunale e alla Città di Barletta.

Ove mai ciò, malauguratamente, fosse accaduto, si dovrà procedere senza indugio alcuno ad adottare severi provvedimenti nei confronti dei responsabili di un eventuale danno alla Città, sottolineando quanto la visione del futuro della stessa e il suo sviluppo, debbano essere di esclusiva competenza e responsabilità della politica e non di altri».