A moment of the inauguration of the new hub for vaccination against Covid-19 set up by the Local Health Company Roma 1 at the Auditorium - Music Park, in Rome, Italy, 15 February 2021. There are inside 10 vaccination stations and two stations dedicated to the preparation and dilution of the vaccine. The vaccine center administered the Moderna vaccine to 176 people on the opening day, with reservation made on a regional platform. ANSA / Massimo Percossi

Da lunedì 12 aprile qualsiasi cittadina o cittadino pugliese con più di sessant’anni può presentarsi a un hub vaccinale e chiedere un vaccino. Dovrà essere somministrata immediatamente una dose di AstraZeneca, come disposto dal commissario nazionale Francesco Paolo Figliuolo. Lo ha deciso la Regione Puglia con una circolare inviata  a tutte le Asl. Si tratta di una rivoluzione del piano pugliese, nella speranza di velocizzare le somministrazioni. “A partire dal 12 aprile – si legge nella disposizione – l’accesso alla vaccinazione per tutte le persone di età superiore ai sessnt’anni che non si trovano in condizione di estrema vulnerabilità o di disabilità grave è consentito senza alcuna prenotazione o conferma di adesione. Gli hub e i punti vaccinali devono garantirlo fino al completamento delle disponibilità giornaliere”.

La priorità, chiaramente, sarà garantita a chi ha la prenotazione. Per poter fronteggiare quella che si spera sarà un’adesione di massa, la Regione ha chiesto sostanzialmente di requisire tutti i medici. I direttori generali, si legge nella delibera dovranno “impegnare nelle attività vaccinali tutto il personale sanitario e medico che non è adibito ad attività di assistenza ospedaliera in regime di ricovero, di emergenza urgenza, in attività ambulatoriali territoriali urgenti e non differibili nonché in attività di riabilitazione e recupero non rinviabili. Andranno poi attivati “immediatamente tutti gli istituti contrattuali previsti per il personale di comparto e per la dirigenza per l’erogazione di prestazioni aggiuntive finalizzate agli obiettivi inderogabili connessi al Piano strategico di vaccinazione”.

Dai vertici della Regione si chiede anche di “attivare immediatamente forme di coinvolgimento di operatori sanitari e medici in organico presso Aziende ospedaliero-universitarie, istituti ed enti del Servizio sanitario regionale nonché presso strutture private che si rendano disponibili alla partecipazione alle sedute vaccinali in attività extra lavorativa”. E ancora: “Attivare immediatamente il reclutamento su base volontaria di operatori sanitari e medici in quiescenza o liberi professionisti da adibire alle attività vaccinali. Definire immediatamente con i sindaci il potenziamento dei punti vaccinali e l’eventuale attivazione di ulteriori hub in base ai bisogni territoriali”.