Nel suo greto, nel 216 si svolse l’epica Battaglia di Canne, tra romani e Cartaginesi. Il fiume Ofanto è menzionato anche da poeti Romani come Livio, Orazio e Virgilio. Il fiume Ofanto, con il territorio circostante, rappresenta, un elemento di grande valore ambientale, storico-culturale, turistico e quindi economico. Per questo, il senatore barlettano Ruggiero Quarto (M5S), ha presentato, già il 4 agosto scorso, al Senato della Repubblica, un Disegno di legge riguardante la “Istituzione del Parco Naturale Nazionale del Fiume Ofanto”, riguardante un ambito fluviale, che nel caso dell’Ofanto raggruppa 3 regioni, la Puglia, la Basilicata e la Campania. Inevitabilmente, questo va a creare delle strette correlazioni tra le quattro province interessate: Avellino, Potenza, Foggia e Barletta-Andria-Trani. Questa istituzione si basa sulla necessità di gestire e tutelare unitariamente il corso del fiume, che ha una portata annua di circa 270 milioni di metri cubi d’acqua, costituendo il principale corso d’acqua pugliese; il parco naturale fluviale italiano raggrupperebbe una grande biodiversità dalla sorgente (Torrella dei Lombardi in provincia di Avellino in Campania), alla sua foce (tra Barletta e Margherita di Savoia).

«Può diventare un’occasione unica – ha sottolineato il senatore – di sviluppo ecosostenibile dell’esteso suo bacino, con i suoi 51 comuni». Lo stato dell’alveo dell’Ofanto si presenta come assolutamente disomogeneo, anche per i diversi interventi di difesa realizzati nel corso degli anni dalle diverse località interessate.

L’Ofanto, non solo come immortalato da Giuseppe De Nittis e da Giuseppe Gabbiani, che ne hanno esaltato la bellezza dei luoghi. Tale provvedimento fa seguito alla Legge Regionale n. 37 del 2007, che ne ha istituito il Parco Naturale, del quale tuttavia non è stato ancora definito un piano per la gestione. Il DDL del senatore Quarto vuole valorizzare i beni ambientali e paesaggistici, come volano per tutte le attività produttive correlate, soprattutto della filiera agroalimentare e turistica.

Ricordiamo che lo scorso anno è stato formalmente premiato il processo per il contratto di fiume della Basse e Media Valle dell’Ofanto con la sottoscrizione di oltre 80 soggetti aderenti, tra cui le regioni di Puglia, Basilicata e Campania, la provincia BAT e Foggia, il Politecnico di bari, le università della Basilicata.

L’area dell’Ofanto, inoltre, racchiude anche una grande varietà di flora e fauna, da salvaguardare necessariamente. Per questo, è importante il passaggio legislativo proposto dal senatore di Barletta, proponendosi di risolvere un’annosa questione.

È in programma un evento di presentazione del DDL a Barletta, prevista per novembre, in cui Quarto potrà meglio raccontare i dettagli di questo suo lavoro.