«Claudio Lasala stava festeggiando con i suoi amici il superamento del concorso per entrare nella Guardia di Finanza. Un bravo ragazzo che voleva servire l’Italia lottando per la Legalità e la Giustizia, che suo malgrado si è scontrato con una realtà criminale nella quale ancora c’è qualcuno che pensa di fare carriera nella mafia locale esercitando forza di intimidazione e volontà di assoggettamento». Lo scrive il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, sulla tragica vicenda che ha visto Claudio Lasala perdere la vita a Barletta.

«I due giovanissimi che lo hanno ucciso volevano chiaramente indurre Claudio e i suoi amici ad accettare il loro ruolo di piccoli boss che intendevano crescere utilizzando l’intimidazione come strumento per creare assoggettamento e omertà. Ma si sono trovati davanti un ragazzo già consapevole che non si devono accettare prepotenze da questa gente.
Lo hanno minacciato, gli hanno detto che doveva offrirgli da bere e che se non lo avesse fatto avrebbe dovuto uscire dal locale. Quel locale evidentemente interessava ai due assassini per ragioni che le indagini dovranno accertare.

L’omicidio non è dunque il frutto di una banale rissa tra giovani, ma qualcosa di più. Il segno della possibile ricostruzione a Barletta di un clima favorevole al proselitismo mafioso che distrusse la città negli anni passati, ne fermò l’economia e ne devastò il futuro. La reazione della comunità deve essere fortissima in un momento in cui tra scarcerazioni di vecchi boss e l’ascesa di nuove figure criminali, si rischia di perdere ancora il contributo di questa straordinaria città fatta di lavoratori e gente perbene, come sono i genitori di Claudio che hanno fatto sorgere in lui l’ambizione di difendere la comunità dai prepotenti, dagli spacciatori, dagli estorsori, da coloro che infiltrano le istituzioni per piegarle al loro volere.

Tutta la Regione e l’Italia intera si stringe attorno a questi genitori straziati. Ma per farlo in modo coerente e credibile dobbiamo immediatamente organizzare la risposta dello Stato.
Ecco perché ho chiesto al Prefetto della Bat una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. È evidente che serve un rafforzamento dell’organico delle Forze dell’Ordine che metta un freno alle tante bande di giovani e giovanissimi dedite allo spaccio e alle piccole estorsioni, per evitare che la città torni al dramma degli anni ‘90.

In questo momento in cui la città vive anche una crisi istituzionale è necessario che tutte le forze politiche mettano per un momento da parte le loro legittime contrapposizioni e si stringano anch’esse attorno alla famiglia di Claudio ed a tutti i barlettani dando esempio di rispetto reciproco e di concordia nella costruzione del bene comune e nel rafforzamento delle istituzioni cittadine.

Dopo quello che Barletta e l’intera Bat hanno passato negli anni scorsi e dopo il faticosissimo lavoro giudiziario svolto, è necessario proseguire con forza e senza fare sconti a nessuno la battaglia per la Giustizia e la Legalità alla quale Claudio Lasala intendeva dedicare tutta la sua vita. Non dimenticare Claudio equivale schiacciare subito questo rigurgito di intimidazioni e illegalità per restituire alla magnifica Barletta sicurezza, serenità e voglia di futuro. Non prevarranno, lo dobbiamo giurare noi al posto di Claudio che il suo giuramento sulla Costituzione della Repubblica non potrà farlo mai più».