È stata “schiusa” questa mattina alle 9 presso il Palazzo della Marra l’opera d’arte che ritrae Giuseppe De Nittis, il pittore impressionista a cui Barletta ha dato i natali, a misura quasi d’uomo. Il calco originale del busto in bronzo (realizzato dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli nel 1934) è stato soggetto ad un lungo periodo di restauro.

Presenti alla cerimonia inaugurale il Commissario Straordinario Francesco Alecci, lo storico dell’arte Renato Miracco, curatore del nuovo allestimento della Pinacoteca Giuseppe De Nittis, la Dirigente comunale del Settore Cultura Santa Scommegna e i restauratori Francesca Amendola ed Alessandro Zagaria.

A pullulare, anche i piccoli studenti della Scuola Secondaria di I gradoGiuseppe De Nittis” che, sul protagonista dell’Ottocento italiano e non solo, hanno trattato diverse tematiche di riflessione e di studio. Un omaggio, un gesto di ossequio, che la città di Barletta ha voluto fare al suo “Peppino” e alla moglie Leontine per il concentrato di opere d’arte che i coniugi hanno congiuntamente donato a Barletta e che quest’ultima custodisce con cura.

Il manufatto, provvisoriamente custodito nei depositi del Castello e fortemente degradato, dopo essere stato trasferito a Palazzo della Marra è stato pulito, disinfettato, soggetto ad opera di consolidamento e verniciatura, un’operazione caparbia, che lo ha riportato alla lucentezza degli albori.

La tavolozza realizzata in legno e la presenza di un pennello originale hanno rimarcato l’affascinante possibilità di far interagire materiali diversi, in questo caso il gesso e il legno, in grado di amalgamarsi molto bene. Tenace l’intervento di restauro: la mano, inizialmente staccata dal corpo scultoreo, è stata reintegrata al suo posto, la tavolozza era inizialmente lesionata, una parte della base assente e una forte devitalizzazione di colore la faceva da padrona. Strano a dirsi, vedendo l’opera oggi, che sembra addirittura di fattura recente.

Un impegno, quello della preservazione dell’arte e dei suoi tesori, che da parte di Barletta deve essere costante, come ribadito dal Commissario Alecci, e che se possibile deve essere travalicato nei giovani, che devono diventarne liberi fruitori.

Per concludere, l’intervento di una delle giovani studentesse presenti nella stanza, che ha ricordato come instancabile sia l’affetto suo e dei suoi compagni per De Nittis tanto che ogni 25 febbraio, il giorno del suo compleanno, scrivono “auguri Peppino” come stendardo del loro augurio per una persona (e personalità) che rappresenta l’identità di Barletta e che ingloba anche orizzonti europei.

 

A cura di Carol Serafino