“L’Italia sul serio”, così si presenta il cosiddetto Terzo Polo a sostegno di Calenda, anche nella nostra regione con la lista che raggruppa Azione e Italia Viva. Questo pomeriggio, ha fatto visita alla sede provinciale del raggruppamento di “Puglia Popolare” l’esponente di questa lista Mara Carfagna.
Il movimento politico Puglia Popolare del candidato alla Camera per il collegio plurinominale Puglia 02, Massimo Cassano, già direttore generale dell’Arpal Puglia, ha partecipato già alle scorse Amministrative di Barletta, eleggendo il consigliere comunale d’opposizione Luigi Dimonte. Oggi, la Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale è stata accolta da questi e da Donata Di Meo consigliera provinciale e capogruppo Trani (Puglia Popolare); Nicola Difeo, coordinatore provinciale BAT; Claudio di Lernia, coordinatore provinciale Foggia; Natale Parisi, Assessore di Bisceglie; Felice Cuocci, Amministratore Delegato Amet; Nicola Salvemini, ex assessore al Welfare del Comune di Barletta.
A pochi giorni dal voto di domenica 25 settembre, cresce l’attenzione per gli esponenti nazionali da parte dei cittadini-elettori: «Credo che il Sud – ha ricordato la Carfagna – abbia capito che c’è un altro modo di governare: traguardi raggiunti, come quelli che noi abbiamo offerto al Sud in questi 18 mesi di governo, in cui abbiamo iniziato stanziando il 40% dei fondi del PNRR a favore delle regioni del Mezzogiorno; voglio ricordare sempre che sono 82 miliardi di euro che servono per offrire ai cittadini pari diritti, pari opportunità, pari servizi nel lavoro, nell’istruzione, nella sanità, nella formazione. 82 miliardi di euro che servono per l’alta velocità ferroviaria, per velocizzare i collegamenti ferroviari regionali, per riqualificare le grandi stazioni del Mezzogiorno, anche pugliesi, per modernizzare i porti, per infrastrutturare le Zone Economiche Speciali, ma anche per costruire scuole, asili nido, palestre e mense scolastiche. Sono tutti interventi che servono per migliorare la qualità della vita dei cittadini del sud e rivitalizzare il tessuto economico, produttivo e industriale del Mezzogiorno».
Con riferimento all’opportunità del Terzo Polo, la Carfagna è convinta: «Sono sempre di più gli italiani che credono e che scommettono nella costruzione di una grande casa dei liberali, dei riformisti, dei moderati, degli europeisti, che è una casa che oggi manca: un liberale si sente a disagio in una destra che è schiacciata sulla Lega e su Fratelli d’Italia, e un liberale riformista del PD si sente a disagio in un partito che insegue i populisti del Movimento 5 Stelle oppure gli estremisti della sinistra radicale; ecco, a tutti loro noi offriamo la costruzione di una casa in cui possano dare il loro contributo in termini di impegno, di idee, di progetti e possano lavorare a testa alta per costruire una nuova Italia, un’Italia seria, concreta, stabile, affidabile, che sappia farsi rispettare in Europa e nel mondo».
«Votare per chi vuole rinegoziare il PNRR – conclude la Ministra – vuol dire votare contro il Sud. Perché il PNRR è soggetto ad un cronoprogramma stringente e rigoroso che ci impone di rispettare scadenze e target, cioè obiettivi, sia quantitativi che qualitativi. Se non rispettiamo questo cronoprogramma, l’Europa non eroga i fondi, relativi agli investimenti e ai cantieri molti dei quali abbiamo già aperto e avviato, il che significa bloccare, per tutto il Paese e anche per il Mezzogiorno, quei cantieri che noi abbiamo aperto per gli adeguamenti, per le Infrastrutture, per la Sanità, per la Scuola, per la formazione. Il PNRR offre all’Italia un’opportunità storica, quella di affrontare i nodi strutturali che hanno impedito alla sua economia di crescere a cominciare dal forte divario tra Nord e Sud del Paese».




































