In questi giorni i contribuenti barlettani stanno ricevendo gli avvisi di pagamento della tassa rifiuti (TARI) per il 2022. Le tariffe sono state approvate con Delibera del Commissario Straordinario n. 29 del 28 aprile 2022. La tariffa 2022 è stata determinata:

1) dai costi del servizio di igiene e smaltimento dei due anni precedenti (metodo ARERA, Autorità di Regolazione per energia, reti e ambiente);

2) dall’aumento dei costi del conferimento negli impianti di smaltimento presso i quali l’AGER (Agenzia regionale per i rifiuti) obbliga i Comuni a conferire. In verità, è la Regione, per il tramite dell’AGER, che, in base alla situazione degli impianti di smaltimento, per lo più privati, stabilisce per ciascun Comune quello in cui trasportare i propri rifiuti: ogni impianto ha tariffe predeterminate e non negoziabili, a cui si aggiunge anche l’aumento dei costi di trasporto. Questo la dice lunga sull’urgenza di attuare politiche regionali che non discriminino Comuni virtuosi come Barletta. Infatti il contratto Bar.S.A. è praticamente stabile;

3) dall’aumento dei costi di trasporto;

4) dal mancato intervento dello Stato. A differenza del 2021, infatti, nel 2022 il legislatore non ha previsto forme di agevolazioni TARI. Vale la pena ricordare che nel 2021, il Comune di Barletta ha ricevuto dallo Stato contributi che hanno garantito agevolazioni per 1 milione di euro a favore delle famiglie e quasi 700 mila euro per le utenze non domestiche.

5) dal TEFA (tributo per l’esercizio delle funzioni ambientali), riscosso dalla Provincia, che continua ad applicare la percentuale massima sul costo TARI (ovvero il 5%), a differenza di altre province che l’hanno diminuita.

In valore assoluto, l’incremento medio della TARI a Barletta, tra il 2021 e il 2022, è di poco superiore al 7%: una famiglia di 3 componenti, in 100 metri quadri, pagherà 385,19 euro a fronte dei 359,09 euro dello scorso anno. Sicuramente meno di quanto la stessa famiglia pagherebbe ad Andria, tanto per citare un Comune limitrofo e di dimensioni medio-grandi come il nostro.

Non solo, i costi sarebbero stati ancora più alti:

1) se non si fosse effettuata la differenziata che ci avrebbe condannato a pagare un’ecotassa superiore a quella attuale;

2) se si fosse applicato integralmente il metodo ARERA, che chiedeva al nostro Comune – a garanzia della copertura del servizio – 21.6 milioni di euro, a differenza dei 16,5 milioni di euro previsti in delibera;

3) se il Comune non fosse riuscito a fare un grande sforzo, reperendo 1,2 milioni di euro, rinvenienti in gran parte dal proprio bilancio, proprio per assicurare, almeno per le famiglie, le medesime agevolazioni ricevute nel 2021. Quindi, anche nel 2022, hanno beneficiato di agevolazioni tutte le famiglie con ISEE fino a 15 mila euro (il Regolamento fissa il limite ISEE a 12 mila euro).

Così come forme di sollievo ci sono state anche per le imprese maggiormente colpite dalla crisi pandemica, a cui è stata applicata l’agevolazione del 10% (sulla quota variabile), finalizzata a contenere – e per alcune categorie si è riusciti addirittura ad annullare – l’incremento tariffario determinato dal metodo ARERA e dall’incremento dei costi di smaltimento presso le discariche, come ad esempio ristoranti, trattorie, pizzerie, bar e pasticcerie (ricordiamo che nel 2020 e 2021 la TARI, in valore assoluto, è stata più bassa solo grazie all’intervento dello Stato che ha finanziato riduzioni per numerose categorie economiche).

Analizzando complessivamente tutte le categorie delle utenze non domestiche, la media di incremento si ferma al 2,53%, fatta eccezione per alcune tipologie di aziende (in particolare macellerie e pescherie) che smaltiscono i cosiddetti “rifiuti speciali non pericolosi assimilabili agli urbani e riavviati al riciclo o al recupero”, per i quali entro il 20 gennaio del 2023 potrebbero beneficiare di uno sconto fino al 100% della quota variabile, qualora riuscissero a documentare i quantitativi di tali rifiuti conferiti presso soggetti privati autorizzati. La TARI è un tributo che deve rispondere ai principi comunitari secondo cui tutti i produttori di rifiuti devono pagare. È ovvio che dovrà esserci un ulteriore impegno per migliorare, come fatto fin d’ora, la qualità del servizio.

“Cari cittadini – dichiara il Sindaco Cosimo Cannito – in questo particolare momento di difficoltà economica per famiglie e imprese, l’Amministrazione comunale è impegnata a reperire, nei limiti delle proprie possibilità, risorse per far fronte allo smisurato e progressivo aumento del costo della vita, per sostenere soprattutto chi vive in condizioni di fragilità socio-economica. Comunico che l’Ufficio Tributi ha già applicato in bolletta lo sconto e, per la prima volta, ha aperto le proprie porte sul web, istituendo il servizio telematico LinkMate, che consente a tutti i contribuenti, in maniera diretta e trasparente, l’accesso attraverso lo SPID alla propria posizione tributaria”.