«Sono rimasto favorevolmente colpito perché questa è stata un’occasione per rivalutare la figura di questo importante personaggio che è sempre rimasto ignorato fin qui», così lo storico barlettano Renato Russo ha aperto la cerimonia per la consegna del ritratto scultoreo di Saverio Baldacchini, da oggi esposto nell’omonima scuola secondaria inferiore. «È giusto che questa manifestazione –prosegue Russo – attraverso questo dono che ha fatto Di Pinto, sia stato oggi valorizzato e speriamo che continui ad essere valorizzato nel futuro, che non si perda invece nelle nebbie della dimenticanza».
Infatti, l’effige bronzea rappresenta una storia nella storia, che lega, il noto politico barlettano con il prof. Mauro Di Pinto. Francesco Saverio Baldacchini nasce a Barletta nel 1800 da una famiglia aristocratica ed è stato un grande letterato e parlamentare prima del Regno di Napoli e poi del Regno d’Italia. Purista e classicista nella letteratura, attivo su posizioni del liberalismo moderato. Viene ricordato anche dalla lapide a lui dedicata all’interno di Palazzo Baldacchini, oggi noto per ospitare il Banco di Napoli in corso Garibaldi. Figura di spicco, anche se non sempre degnamente ricordata.

Questa mattina nella scuola di via A. Bruni a lui intitolata, è stato ricordato grazie alla donazione della famiglia Di Pinto; presente la dirigente scolastica Gabriella Catacchio e il vicesindaco Giuseppe Dileo.
Mauro Di Pinto pittore, scultore, ritrattista e incisore, insomma un’artista. Diplomato a Napoli all’Accademia di Belle Arti. A soli diciannove anni, esordì realizzando il busto del letterato e politico barlettano Saverio Baldacchini. Seguiranno molti altri lavori scultorei, in particolare ricordiamo quelli dedicati a Mons. Stellatelli, al prof. Michele Cassandro, oggi esposto nella scuola omonima, al dott. Vito Lattanzio. Soprattutto è riconoscibile anche per la realizzazione del busto di Mons. Salvatore Santeramo, inaugurata nel 2008 nei Giardini del Castello.
Terminata la scuola elementare, la madre insistette perché Mauro frequentasse la scuola di Avviamento Professionale intitolata a Francesco Saverio Baldacchini che gli avrebbe consentito, poi, di accedere al corso superiore dell’lstituto d’Arte. Nel 1930, non ancora diciottenne, e in procinto di diplomarsi, nell’Istituto in cui insegnava religione Mons. Santeramo che da studioso e storico della città di Barletta aveva pubblicato un anno prima un testo: “La famiglia Baldacchini durante la rivoluzione francese” tratteggiando la figura del grande letterato. E allora, si chiese l’insegnante di disegno, perché non realizzare un busto in suo onore? Non fu necessario cercare uno scultore affermato: lo scultore era lì, era Mauro Di Pinto. Il giovane accettò l’incarico. “Dall’argilla nacque una figura autorevole, dallo sguardo e dal volto sereno, con folta chioma ondulata – si legge nella relazione commemorativa della figlia del Di Pinto, Silvana oggi rappresentante della famiglia – capelli lunghi e mossi favoriti, con redingote dal tessuto pesante”. Nel 1931 il busto fu trasferito in gesso ed esposto nella scuola in corso Garibaldi. Nel 1944 questo venne brutalmente distrutto da raffiche di soldati alleati che, entrati nella scuola, scambiarono quel personaggio per un gerarca fascista; si salvò parzialmente solo il volto che fu recuperato e conservato. Di Pinto, con religiosa dedizione e passione, integrò le parti mancanti del volto restituendolo alle originarie sembianze.
La maschera è stata custodita per decenni nella sua abitazione, e solo per celebrare il suo centesimo compleanno i figli l’hanno tradotta in bronzo. Da oggi ricorderà l’illustre personaggio storico Baldacchini, ma anche il suo autore il maestro Di Pinto, che scelse tale destinazione per questa sua fatica artistica.







































