Ancora una fumata nera, l’ennesima, dalla conferenza di servizi convocata ieri in Provincia per decidere sull’autorizzazione all’ampliamento della discarica di rifiuti speciali non pericolosi di San Procopio, nel territorio di Barletta. L’Arpa ha richiesto ulteriori approfondimenti alla Provincia e anche la Asl ne attenderà gli esiti prima di esprimere un nuovo parere. La prossima riunione è stata fissata al 20 febbraio, prolungando un iter che va avanti addirittura dal luglio 2024, quando la conferenza di servizi venne convocata per la prima volta e successivamente aggiornata al mese di ottobre. Il progetto di ampliamento presentato dall’azienda Daisy prevede lo stoccaggio, in una cava dismessa dell’agro barlettano nei pressi del borgo di Montaltino, di 563 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi su un’area di 46.500 metri quadrati. Si passerebbe così dall’attuale conferimento di 374 tonnellate di rifiuti al giorno, nella discarica in esercizio, a circa 600. Il presidente della Provincia Bat, Bernardo Lodispoto, ha inviato ieri al presidente della Regione, Decaro, e al neo assessore regionale all’Ambiente, Ciliento, la richiesta di apertura di un tavolo tecnico regionale dedicato alle tematiche ambientali che interessano il territorio della Bat. In particolare, si chiede di approfondire il quadro complessivo degli impianti esistenti e autorizzati e di valutare gli impatti ambientali, sanitari e territoriali connessi. Una richiesta già formalizzata il 31 luglio scorso, raccogliendo le preoccupazioni espresse dalla Conferenza dei Sindaci della Bat, ma rimasta finora senza risposta da parte della Regione. A sollecitare un intervento urgente dell’assessore Ciliento è stato nelle scorse ore anche il “Comitato No alla Discarica di San Procopio”, che chiede di fermare l’iter di ampliamento ed evitare che la Provincia si trasformi in un hub per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, con tutti i rischi che ciò comporta dal punto di vista ambientale, sanitario ed economico. Anche il “Comitato Operazione Aria Pulita” ha chiesto che il nuovo governo regionale affronti le emergenze del territorio, a partire dalle aziende insalubri che operano con l’Autorizzazione Integrata Ambientale scaduta da troppo tempo.




































