Pubblichiamo la nota stampa dei Giovani Democratici Barletta in merito alle condizioni del verde pubblico in città:
«Gli ultimi episodi di cronaca con i cedimenti di numerosi alberi in centro e in periferia non possono essere considerati solo imprevisti meteo come giovani democratici di barletta siamo molto preoccupati per i rischi corsi dai cittadini e per lo stato del nostro patrimonio naturale.
Il crollo di un tronco è il segnale finale di una mancanza di programmazione che dura da troppo tempo non si può aspettare una tragedia per verificare la salute delle piante in città. Le criticità sono le seguenti:
1. errori storici, molte specie piantate anni fa come i pini marittimi non sono adatte a spazi stretti hanno radici soffocate dal cemento che sollevano l’asfalto e non garantiscono stabilità col vento forte;
2. cattiva manutenzione, le potature drastiche e le capitozzature fatte in passato hanno indebolito le piante creando ferite che non guariscono il legno marcisce dentro anche se l’albero fuori sembra sano finché non cade;
3. mancanza di regole, serve un regolamento del verde chiaro per evitare interventi tampone fatti solo durante le emergenze meteo o per scopi puramente estetici;
4. la misura del censimento, nonostante gli annunci dell’amministrazione il censimento digitale del verde resta un fantasma non c’è trasparenza sui dati e i continui crolli dimostrano che il monitoraggio o non esiste o non viene usato per fare prevenzione reale;
5. carenza di aree verdi, Barletta ha pochi metri quadri di verde per abitante e ogni albero che cade è una perdita enorme per la salute di tutti noi.
Le nostre proposte.
– chiediamo che il censimento diventi pubblico e consultabile per conoscere lo stato di ogni singola pianta serve un piano straordinario di manutenzione scientifica partendo dalle zone vicino alle scuole e ai parchi pubblici inoltre bisogna piantare specie autoctone più resistenti;
– una città moderna non taglia gli alberi per paura ma se ne prende cura perché restino in piedi a dare ossigeno e ombra continueremo a vigilare perché il verde sia una risorsa e non un costo da tagliare».