Ottanta anni fa le donne italiane votarono per la prima volta. Per celebrare questo anniversario e quello della nascita della Repubblica, l’UNCI — Unione Nazionale Cavalieri d’Italia, sezione provinciale Barletta-Andria-Trani «Grande Ufficiale Pietro Paolo Mennea» — ha allestito una mostra storico-documentaria in collaborazione con la Prefettura di Barletta-Andria-Trani e il FIOF Fondo Internazionale per la Fotografia. L’esposizione sarà visitabile presso il Palazzo del Governo in via Cialdini a partire dal 2 giugno e fino a fine anno 2026.
La mostra ripercorre quei cinque giorni festivi compresi tra il 10 marzo e il 7 aprile 1946, quando le donne italiane si recarono per la prima volta alle urne. Furono 14.610.845 le aventi diritto al voto, pari a circa il 53% dell’elettorato totale. La partecipazione femminile fu straordinariamente alta, superiore a quella registrata negli altri paesi europei: votò l’89% delle aventi diritto, ovvero il 52,2% dell’elettorato complessivo. Le testimonianze dell’epoca restituiscono l’emozione di quel momento: c’era chi confessava di avere «le mani, le gambe, le braccia che tremavano», la scrittrice Maria Bellonci raccontò di aver avuto «voglia di fuggire quando mi trovai in quella cabina di legno antico con in mano il lapis e la scheda», mentre la romanziera Anna Banti era ossessionata dal timore di rendere nullo il proprio voto.
Tra i 479 eletti all’Assemblea Costituente presero posto 21 donne, le cosiddette Pioniere: nove della DC, nove del PCI, due del PSIUP e una dell’Uomo Qualunque. Tra queste figura l’unica pugliese, la barlettana Vittoria Anna Sterpeta Titomanlio, eletta nel collegio di Napoli. Nata in via Canosa il 22 aprile 1899, Vittoria trascorse i primi anni della sua vita a Barletta prima di trasferirsi a Napoli, dove svolse la professione di maestra elementare. Eletta alla Costituente nel 1946 a 47 anni, tornò in Parlamento il 3 giugno 1958 nelle file della Democrazia Cristiana, dove rimase fino al 15 maggio 1963, ricoprendo incarichi nelle commissioni Istruzione e Belle Arti, Industria e Commercio e nella commissione speciale per l’Autonomia regionale. Si spense a Napoli il 28 dicembre 1988 all’età di 89 anni.
La mostra, proposta al prefetto della Provincia Flavia Anania e da questa immediatamente fatta propria, non intende celebrare solo la conquista del diritto di voto in senso formale, ma vuole far conoscere in modo approfondito il lavoro svolto da quelle ventuno Pioniere che, superando le divisioni ideologiche, portarono i diritti delle donne al centro del dibattito costituente, battendosi per l’uguaglianza sostanziale, il diritto al lavoro, la tutela delle madri lavoratrici e il diritto di famiglia.



































