Una voglia matta di essere protagonista in Serie C. Non la sta negando da settimane Riccardo Lattanzio, che a 37 anni non ha nessuna intenzione di smettere di stupire. Con la fascia da capitano al braccio ha trascinato il Barletta al salto di categoria, consentendo ai biancorossi di ritrovare quel calcio professionistico assente in città da 11, lunghi anni. E 11, tra campionato e Poule Scudetto, sono state anche le reti stagionali dell’attaccante andriese, che come il buon vino più invecchia e più migliora. Nonostante un destino che ogni volta, a inizio stagione, raramente lo vede partire in cima alle gerarchie. Ma è a fari spenti che Lattanzio offre il meglio di sé: lo dimostrano i 113 gol in carriera in Serie D, secondo marcatore all time del girone H alle spalle di Vincenzo Corvino, lo raccontano le sette promozioni ottenute in carriera, tra Andria, Venezia, Bisceglie, Bitonto e Altamura prima del double di Barletta tra il 2024 e il 2026. Ora proprio il club biancorosso – che in attacco intanto ha blindato Da Silva e aspetta di tesserare Ongaro e Ferrante – gli ha messo sul tavolo una proposta di rinnovo, che mixa il campo per la prossima stagione e un futuro nei quadri societari una volta lasciate da parte le scarpette chiodate. Le prossime ore saranno quelle dei confronti con la proprietà e delle riflessioni ma nella mente di Lattanzio – al quale le proposte dai piani inferiori, tra Serie D ed Eccellenza, certo non mancano – c’è l’intenzione di poter essere ancora importante anche tra i professionisti, palcoscenico in cui è assente dal campionato 2017/2018: otto reti e sei assist in 35 partite nella sua Andria, con la Fidelis spinta fino alla salvezza grazie a una clamorosa rimonta nel girone di ritorno. La fame, in fondo, è la stessa di quel ragazzino che il 24 aprile del 2005, a 16 anni, esordiva tra i professionisti proprio con la maglia della Fidelis, in un ko casalingo per mano del Mantova. Sono passate 21 stagioni e Lattanzio è ancora lì, pronto a stupire ancora. A fari spenti. Accendendo i riflettori quando i giochi si fanno seri.





































