«Il Comitato di Quartiere Zona 167 esprime profonda preoccupazione per l’ennesima denuncia proveniente da Via Vito Antonio Lattanzio, dove un bambino ha rischiato di essere investito da una moto lanciata a forte velocità all’interno di un’area pedonale». Lo scrive il presidente del Comitato, Giuseppe Di Bari.
«Ancora una volta ci troviamo di fronte a un episodio che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia e che conferma ciò che residenti e famiglie denunciano da anni: la totale assenza di controllo del territorio e l’incapacità dell’amministrazione comunale di garantire condizioni minime di sicurezza nei quartieri periferici della città.
Fa riflettere assistere, a turno, alle immancabili performance propagandistiche degli amministratori cittadini che, per un comune tentato furto o per singoli episodi di cronaca, mettono in scena campagne mediatiche, conferenze, proclami e perfino il coinvolgimento di improvvisati “influencer della legalità”, pronti a dispensare lezioni e a raccogliere visibilità.
Quando però si tratta di affrontare i problemi reali che vivono quotidianamente centinaia di famiglie della Zona 167, il silenzio diventa assordante.
Mentre si organizzano passerelle e si producono comunicati autocelebrativi, i piazzali pedonali vengono occupati da orde di incivili che sfrecciano indisturbati con motocicli e biciclette elettriche truccate, trasformando spazi destinati ai bambini e agli anziani in vere e proprie piste da corsa.
La legalità non si misura dal numero di post pubblicati sui social o dalle fotografie di rito. La legalità si costruisce garantendo sicurezza, controlli e rispetto delle regole nei luoghi in cui vivono i cittadini.
Il Comitato di Quartiere Zona 167 chiede pertanto interventi immediati e non più rinviabili: installazione di dissuasori, paletti e fioriere agli accessi delle aree pedonali; controlli sistematici della Polizia Locale; tolleranza zero verso i mezzi che circolano illegalmente su marciapiedi e piazzali; un piano straordinario di presidio della periferia.
Non servono altre dichiarazioni d’intenti. Non servono altri slogan.
La città non può continuare a indignarsi a corrente alternata, accorgendosi della sicurezza solo quando conviene alla propaganda del momento.
L’episodio denunciato in Via Lattanzio rappresenta un campanello d’allarme gravissimo. Se oggi stiamo commentando un incidente sfiorato, è solo grazie al caso. Ma amministrare significa prevenire, non intervenire dopo che l’irreparabile è già accaduto.
Il Comitato Zona 167 continuerà a denunciare ogni situazione di degrado e di pericolo, pretendendo per i residenti della periferia gli stessi diritti, la stessa attenzione e la stessa sicurezza che spettano a qualsiasi altro cittadino di Barletta. Perché la Zona 167 non è una periferia di serie B e i suoi cittadini non sono cittadini di serie B».






































