L’area dell’ex cartiera di Barletta in via Trani è stata posta sotto sequestro probatorio ieri pomeriggio dai militari della Guardia di Finanza, su provvedimento della Procura di Trani che indaga per l’ipotesi di disastro ambientale e di gestione illecita di rifiuti pericolosi. Lo stop al sito industriale dismesso, che avrebbe dovuto ospitare 33mila persone per il concerto di Jovanotti lunedì 17 agosto, è scattato in seguito al ritrovamento di amianto.
Il provvedimento giudiziario è stato eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Barletta. I sigilli hanno bloccato l’intera area dell’ex stabilimento, all’interno della quale rimangono attualmente montate alcune strutture del palco e tutte le attrezzature logistiche già allestite per lo spettacolo. L’indagine della magistratura è in corso da diverse settimane a seguito di un esposto arrivato due mesi fa sulla salubrità dell’area che si estende per 50 ettari.
Il caso è scoppiato dopo che i tecnici dell’Arpa Puglia hanno individuato nel sito un pezzetto di amianto di circa 6-8 centimetri, con il rischio che i partecipanti al concerto potessero calpestare altri pezzi nascosti nell’area, liberando fibre nocive. A seguito del ritrovamento, l’Asl Bat ha quindi espresso parere negativo, dichiarando il luogo inidoneo per ragioni di sicurezza sanitaria dinanzi alla Commissione Provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, riunita d’urgenza il 12 agosto presso la Prefettura di Barletta.
Tanti gli elementi emersi dal verbale della riunione. La Commissione ha esaminato oltre 500 pagine di documentazione tecnica relativa a sette strutture e al palco. Già qui sono emerse le prime criticità: mancava la relazione geologica (benché l’ingegner Dicandia abbia reso noto che la stessa è stata redatta) e la documentazione era arrivata troppo tardi, come evidenziato dalla Regione Puglia. Il punto decisivo è stato però l’amianto. Un sopralluogo ARPA Puglia del 6 agosto aveva accertato la presenza di materiale contenente amianto nelle aree 1 e 3 del sito.
L’ASL BT, con le dottoresse Miccoli e Masullo, ha ribadito che anche una sola fibra espone a rischio di patologie gravi e che la bonifica del 2012 non esclude sversamenti successivi. Il parere è stato quindi di inidoneità del sito. Anche i Vigili del Fuoco hanno sottolineato l’impossibilità di garantire protocolli di sicurezza con oltre 30mila persone su un’area potenzialmente contaminata. Nel verbale finale la Prefettura ha preso atto anche dell’avvio da parte del Comune di Barletta del procedimento per l’adozione di un’ordinanza per la gestione e bonifica dell’area. Gli organizzatori avevano sostenuto che l’area con i frammenti era interdetta al pubblico e che senza calpestio non ci sarebbe dispersione di fibre. Tesi respinta dagli enti tecnici.
L’inchiesta della Procura della Repubblica di Trani punta adesso a fare luce sulla gestione dell’area dismessa.




































