Il brutto gesto di Nicola Strambelli, la reazione sconsiderata di Stefano Di Jeva, il parapiglia che ha visto per protagonisti (tutti in negativo) diversi tesserati. È finita così. È finita nel peggiore dei modi. Tutt’altro che una festa di sport, in buona sostanza, il triangolare amichevole – ma ufficiale – organizzato dal Molfetta Calcio, realtà iscritta al prossimo campionato di Promozione, che ha coinvolto Barletta e Canosa, rispettivamente ambiziose società di Serie D ed Eccellenza.

Il fattaccio è accaduto all’alba del terzo ed ultimo incontro, quello tra barlettani e canosini. Partita interrotta, poi triangolare sospeso in maniera definitiva. Tutti sconfitti, inutile girarci attorno. Doveva essere, almeno nelle intenzioni, una festa di sport. Non lo è stata. O, almeno, lo è stata sino ad un certo punto. La vittoria ai rigori del Canosa nel primo incontro con il Molfetta, terminato in precedenza senza reti al 45′. Il successo per 3-0 del Barletta contro i molfettesi, nella successiva mini-partita: vantaggio per la squadra di Massimo Pizzulli con l’autorete di Partipilo, raddoppio – bellissimo – a metà frazione di un Sasanelli già in forma-campionato, tris definitivo di Dicuonzo, under già protagonista in biancorosso nella passata stagione, a tal punto da meritarsi la conferma nella categoria nazionale.

E poi il peggio. Il momento più brutto della serata del “Paolo Poli”. Deprecabile. Che avrà certamente degli strascichi di natura disciplinare. Trattandosi di amichevole ufficiale, infatti, facile immaginare l’intervento del Giudice Sportivo che andrà ad incidere anche e soprattutto sui primi impegni ufficiali della nuova stagione per Barletta e Canosa. “Tutto evitabilissimo”, è il tormentone che spesso si ripete in queste circostanze. Tutto ancora una volta non evitato. Come è capitato ieri sera nel triangolare di Molfetta, delle tre, quella organizzatrice, la società più penalizzata.