Pubblichiamo la nota stampa di Ambulatorio Popolare di Barletta ODV in merito alla morte di Jacopo avvenuta tra venerdì 10 e sabato 11 aprile:

«L’Ambulatorio Popolare di Barletta ODV diffonde oggi alcuni screenshot tratti da LinkedIn relativi ai messaggi di cordoglio pubblicati dopo la morte di Jacopo Musci, ucciso nei giorni scorsi a Barletta. Non si tratta di una scelta casuale. Sotto quella notizia compaiono parole di persone che si presentano come Head of Advisory & IT Consulting, Senior Sales Engineer, Technical Delivery Manager, Service Manager, Security Specialist: figure pienamente inserite nel mondo del lavoro, riconosciute, “dentro”. Tutte ricordano Jacopo allo stesso modo: un professionista serio, preciso, affidabile. Una persona stimata, capace di lasciare un segno umano nelle relazioni. A un certo punto della sua vita, però, Jacopo è uscito da quel mondo. E da allora, per molti, è diventato altro: un “clochard”, un “alcolista”, una presenza da evitare. Una parola sola, utilizzata per cancellare una storia complessa e una identità che non si esauriva nella sua condizione di marginalità.

È un meccanismo noto: finché si è “dentro”, si ha un nome, una storia, una dignità riconosciuta; quando si cade, si viene ridotti a una categoria. L’Ambulatorio Popolare ha conosciuto Jacopo Musci quando stava provando a rialzarsi, a ricostruire un percorso. Non era una storia conclusa.

La sua morte violenta interrompe questo tentativo, ma impone anche una riflessione che va oltre il fatto di cronaca. Sulle responsabilità penali sta operando l’Autorità Giudiziaria. Resta però una domanda che riguarda tutte e tutti: quanto pesa un sistema che espelle, etichetta e isola, fino a rendere normale che una vita possa essere ridotta a una parola? L’Ambulatorio Popolare ritiene necessario riportare al centro questa domanda, perché senza una presa di coscienza collettiva il rischio è che vicende come quella di Jacopo vengano rapidamente archiviate, senza incidere sulle cause che le rendono possibili».