Mentre tanti ieri affollavano le spiagge felici per guardare le stelle, altri, stremati dal caldo e dalla fatica, cercavano riparo in una costruzione abbandonata.  A lanciare l’ennesima denuncia sulle condizioni dei lavoratori agricoli, questa volta è l’Ambulatorio Popolare di Barletta che, nella serata del 10 agosto, è intervenuto per assistere degli operai in condizioni molto precarie, rinvenuti in un edificio disabitato con sintomi riconducibili a colpi di calore. Il medico dell’Unità di Strada dell’Ambulatorio è rimasto sul posto per assistere i braccianti in stato di forte sofferenza, mentre i volontari sono rientrati in sede per recuperare cibo, farmaci e bottiglie d’acqua fresca.

I troppi protagonisti di questa condizione sono quelli che, Rosa Tuosto, responsabile dell’organizzazione no profit, definisce gli invisibili di questa terra: quelle persone ai margini che fanno turni estenuanti nei campi, anche sotto il caldo estremo, la schiena china ripiegata sulla terra, spesso con paghe misere e nessuna possibilità di scelta.

È questo il fulcro della denuncia: non una situazione emergenziale data dalle elevate temperature, ma una realtà sistemica e viziosa che è la normalità per moltissimi braccianti, la maggior parte stranieri che, non avendo tutele né altra possibilità di scelta, sono costretti ad accettare delle condizioni di lavoro disumane.

L’accusa dell’Ambulatorio Popolare è anche verso un dibattito pubblico che incita alla violenza verso gli stranieri e a delle istituzioni che non agiscono nel prevenire e contrastare il fenomeno dello sfruttamento. Come afferma il Presidente Matteucci: «Curiamo di notte le ferite che il sistema produce di giorno».

Damiana Civita