Revocare le autorizzazioni sin qui concesse per “eccesso di potere” e “difetto di istruttoria”. È questo il cuore della durissima diffida che la Soprintendenza ha recapitato alla Provincia di Barletta-Andria-Trani.

Il Ministero della Cultura contesta la propria totale esclusione dalla Conferenza di Servizi che ha approvato il progetto di ampliamento della discarica di San Procopio ricordando che la tutela del territorio non può ignorare il potenziale patrimonio archeologico nascosto nel sottosuolo. Un veto pesante che potrebbe bloccare un iter che sembrava concluso a fine luglio con il giudizio ambientale favorevole espresso dalla Provincia.

La Daisy s.r.l. ha pianificato in contrada San Procopio un massiccio ampliamento per stoccare altre 563 mila tonnellate di scarti in una cava dismessa adiacente. Un progetto che da anni vede la netta opposizione dei comitati cittadini per la vicinanza al borgo di Montaltino e ad un’area a forte vocazione agricola, ma che la burocrazia locale aveva comunque promosso.

La Provincia difende il proprio operato e replica alla Soprintendenza che in assenza di vincoli statali diretti sull’area, l’invito al Ministero non era obbligatorio per legge. I tecnici dell’ente rivendicano la validità delle prescrizioni ambientali già inserite nell’accertamento di compatibilità legato al Piano Paesaggistico Regionale.

Ma la Soprintendenza non arretra di un millimetro e, nella parte finale della sua missiva, mette nero su bianco due richieste perentorie alla Provincia: sospendere subito l’efficacia dell’accertamento di compatibilità paesaggistica e avviare immediatamente il procedimento per il suo definitivo annullamento in autotutela. Il futuro dell’area di San Procopio rischia ora di impantanarsi in un corto circuito istituzionale.