Con l’ingresso in giunta di Patrizia Mele e Silvia Porcelluzzi salgono a 31 le nomine assessorili compiute da Cannito in 4 anni di amministrazione. Una girandola di nomi e deleghe che dal 2022 ad oggi ha visto solo due punti fermi: Oronzo Cilli alla Cultura e Giuseppe Dileo alle Attività Produttive. Tutto il resto è cambiato in maniera spesso confusionaria e quasi sempre per ricucire strappi all’interno della maggioranza. Cannito si è accorto solo due giorni fa che Lucia Ricatti, già assessore ai Servizi Sociali nel 2012 con Maffei, alle Manutenzioni nel 2018 con il primo Cannito, ai Lavori Pubblici nel 2022 nel secondo Cannito, poteva essere anche un ottimo assessore all’Ambiente in questo finale di consiliatura. Altre deleghe sono cambiate nell’ultimo rimpasto. L’assessore Massimiliano Dileo ha dovuto cedere lo Sport. Ad Oronzo Cilli, dopo i successi della festa patronale, del concerto di Jovanotti e della Disfida, sono stati tolti i Grandi Eventi. Magdala Spinazzola, invece, da assessore ai Servizi Sociali, è diventata improvvisamente esperta di Manutenzioni e Sport. Patrizia Mele è stata nominata nuovo assessore alla Polizia Locale, facendo salire a tre i riferimenti in giunta di Forza Italia. Mistero, invece su chi abbia indicato la new entry Silvia Porcelluzzi ai Servizi Sociali. Dal Comune arriva la chiara indicazione alla stampa che si tratterebbe di espressione del consigliere Vito Tupputi, il quale però ha prontamente smentito, affermando che la nomina del nuovo assessore è frutto di un accordo tra il sindaco e la lista “Mino Cannito”. Ora, se tale lista ha soli due consiglieri comunali, ed uno di questi è Vito Tupputi, la logica vorrebbe che Silvia Porcelluzzi sia stata indicata dall’altro componente, Gianluca Gorgoglione. Che diverrebbe a questo punto l’unico consigliere ad avere ben due riferimenti in giunta, oltre a Porcelluzzi anche Giuseppe Dileo. Restano fuori dall’esecutivo la Lega e Barletta al Centro. Immutata, invece, la situazione in Fratelli d’Italia dopo il rifiuto di Stella Mele ad entrare in giunta. L’ultimo rimpasto serve soprattutto a Cannito per rafforzare i suoi numeri in consiglio comunale dal momento che la maggioranza può contare stabilmente su soli 17 voti e non può permettersi defezioni sui provvedimenti più importanti.


































