Era arrivata al pronto soccorso di Barletta con un forte dolore alla gamba, diventata gonfia e di colore scuro. Dopo gli accertamenti, i medici l’avevano dimessa ma, poche ore dopo, si era sentita male perdendo i sensi. Trasportata d’urgenza al “Dimiccoli” è morta il giorno successivo.

La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta sulla vicenda di Valentina Filannino, la 35enne deceduta presso l’ospedale di Barletta, venerdì 30 ottobre. Il fascicolo per il reato di omicidio colposo, è al momento a carico d’ignoti. Nelle prossime ore sarà eseguita l’autopsia sul corpo della donna, nell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari.

I fatti risalgono allo scorso 29 ottobre, quando la 35enne, che aveva compiuto gli anni solo quattro giorni prima, si era recata al “Dimiccoli” lamentando un dolore alla gamba sinistra, che appariva gonfia e con un colore più scuro del normale. Secondo quanto riferito dai familiari della ragazza, una TAC avrebbe evidenziato una tromboembolia polmonare.

Nonostante il persistere del malessere e la sua esplicita richiesta di ricovero, la giovane sarebbe stata dimessa dai medici, che le avevano consigliato una terapia da seguire a casa.

Rientrata presso l’abitazione della madre, la 35enne aveva però perso i sensi mentre saliva le scale. Soccorsa e riportata d’urgenza presso il nosocomio barlettano, questa volta era stata ricoverata nel reparto di Rianimazione. Qui è morta a meno di 24 ore dal suo arrivo.

A rendere pubblica la vicenda sono stati i familiari della ragazza, che hanno presentato una denuncia formale, chiedendo che venga fatta piena luce su quanto accaduto, sulla gestione clinica della paziente e sulle circostanze che hanno preceduto il decesso.

Sulla questione si è espressa la Direzione Strategica della ASL BT che, in una nota, ha manifestato il proprio cordoglio alla famiglia, garantendo piena collaborazione nella ricostruzione della catena assistenziale, le linee guida e i protocolli utilizzati, ed esprimendo massima fiducia nel lavoro degli organi competenti.