Una tragedia enorme, disastrosa e dolorosa, è quella che ogni giorno in Siria coinvolge migliaia di innocenti tra donne e bambini; un conflitto che dal 2011 a oggi conta circa 14.000.000 di vittime, tra deceduti, scomparsi, immigrati e profughi. La Siria, culla della civiltà d’Oriente, è diventata barbaramente terra di conquista. Più di 1 milione di persone, una vera e propria marea umana, si sposta sistematicamente nel tentativo di sfuggire ai raid aerei e bombardamenti vari.

Profughi siriani
Profughi siriani

Un’iniziativa che offre una risposta concreta cercando di alleviare la sofferenza delle popolazioni coinvolte offrendo un contributo allo stato di emergenza creatosi, è partita con “S.O.S. Profughi”, che ha avviato con una raccolta iniziata nel marzo scorso; principale partner e sostenitore in questa fase è stato il Rotary Club di Barletta, che ieri sera ha organizzato una conferenza-reportage dell’operazione “Oltre i confini…”,  presso il Brigantino 2, con Sabino Montenero, presidente del Rotary Club di Barletta, Mary Tuosto dell’associazione Diritti umani e tolleranza-ONLUS e Badr Fakhouri, coordinatore di “S.O.S. Profughi”, una cui delegazione si è recata proprio in Turchia durante il mese di luglio, sulla linea di confine con la Siria, per consegnare materialmente il primo convoglio di aiuti umanitari. Per Fakhouri, originario di Aleppo da cui si è trasferito a Barletta nel 1990, oggi mediatore culturale e vincitore del premio “Eroe per i Diritti Umani” con il patrocinio dell’Onu nei mesi scorsi, ciò che è stato realizzato, anche se umanamente significativo, è parso soltanto una goccia nell’oceano, vista l’enormità di tale situazione che certo non può essere risolta soltanto dalla beneficenza, che tuttavia serve per alleviare le sofferenze di quelle persone. La critica è rivolta proprio all’Onu «che non è stata capace di prendere alcuna decisione riguardo la crisi siriana», sottolineando l’importanza di provvedere ad una politica estera dell’Unione Europea, purtroppo ancora assente. «Un impegno simbolico ma necessario – ha ricordato Montenero – già intrapreso in maniera anche personale dai soci del Club barlettano, in particolare da Michele Doronzo e Nando Storelli». Ci piovono addosso sempre più spesso le immagini terrificanti di ciò che sta accadendo in questa zona del mondo, restando attoniti per un conflitto dove non si capisce chi uccide chi, e il tentativo di aiutare, anche se in piccola parte, rende il nostro territorio ancora una volta protagonista di un gesto positivo.

L’occasione è servita anche a programmare nuove possibilità d’intervento, magari coordinate dello stesso tipo di realtà associative.