La discussione riguardo al referendum costituzionale, che dovrebbe svolgersi il 27 novembre o il 4 dicembre prossimo, entra sempre più nel vivo ponendo nuovi spunti di riflessione e letture critiche riguardo all’argomento del quesito referendario, non di poco conto visto che riguarda l’assetto politico-amministrativo-democratico del nostro Paese d’ora in avanti. Il presupposto è che le campagne referendarie devono per concezione esacerbare, aprire la discussione su tematiche anche dall’aspetto tecnico, che a maggior ragione necessitano di un vasto approfondimento. Perciò la semplice diatriba a favore dell’una o dell’altra posizione non dovrebbe mai sfociare in una banale presa di posizione che giunge ad incresciosi episodi tipici dei “disturbatori politici” da televisione.

14446512_10209275155529344_1234979183_oIeri pomeriggio, presso la sala Consiliare al primo piano del teatro “G. Curci”, si è svolto un incontro promosso dal comitato referendario per il Sì e dai Giovani Democratici, con l’on. Pina Picierno, eurodeputata PD, già deputata del Parlamento italiano per la circoscrizione del Sud Italia; a cui ha partecipato anche Mino Matera, responsabile per le Riforme Istituzionali dei Giovani Democratic-Puglia. Ad introdurre la serata il coordinatore del comitato “Barletta dice Sì”, Mimì Crescente e Ruggiero Crudele coordinatore del comitato “Basta un Si – PD Bat”. Una parola chiave ripetuta nei vari interventi è stata quella di “futuro”, realizzabile in meglio attraverso la riforma promossa dal premier Renzi e dalla ministra Boschi. Secondo i sostenitori del Sì, tale riforma avrebbe importanti vantaggi non solo nel risparmio economico consentito dalla riduzione del bicameralismo paritario, ma anche con l’assoluta riduzione dei tempi previsti dall’iter legislativo attuale, che ricordiamo è quello sancito dalla Costituzione dal 1948. Pina Picierno«Le forze politiche che hanno scelto di osteggiare la riforma, per motivazioni soltanto ideologiche – ha ribadito la Picierno – hanno trovato fra di loro, poiché appartengono a realtà estremamente diverse, un collante conservatore in questo. Bisogna cambiare il Paese con coraggio e ottimismo; per consentire la possibilità di un futuro positivo, anche la macchina istituzionale dello Stato deve funzionare al meglio». La discussione si è aperta anche sui temi dell’innovazione che tale riforma prevede con la certezza di discussione su tematiche e proposte di legge che oggi non vengono neanche prese in considerazione dalle Aule; la riduzione del numero dei senatori e taglio delle spese istituzionali; la revisione della suddivisione delle competenze tra Stato e Regioni per avere una programmazione «meno ingarbugliata». Vari interventi in conclusione hanno posto alcuni interrogativi all’onorevole, entrando su tematiche specifiche. Alcuni promuovendo la riforma, ritengono che una sua bocciatura creerebbe un nuovo immobilismo sul tema, facendo passare altri decenni inutilmente. È naturale che un incontro non possa esacerbare un testo di legge che tocca tematiche molto diverse e complesse, ma certamente si può dire che tutti i cittadini vorrebbero trovare convincimento a favore o contro, proprio attraverso tali discussioni.

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