Sono ben 47 gli articoli della Costituzione che potrebbero essere modificati dalla riforma Boschi-Renzi, su cui il popolo italiano è chiamato a esprimersi in un referendum costituzionale confermativo il 4 dicembre prossimo. Questi sono tutti contemplati dalla Seconda parte della Costituzione, non nella Prima che riguarda i Principi generali; concetto questo già termine di confronto fra le diverse posizioni, poiché secondo i sostenitori del No, non sarebbe possibile una riforma così radicale (detta appunto di sistema) senza sovvertire i principi espressi nella Prima parte. Ieri pomeriggio, le ragioni del No alla riforma costituzionale sono state espresse nell’incontro promosso dal Comitato per il No, presso la sala consiliare di Barletta al primo piano del teatro Curci. Sono intervenuti per l’occasione Ugo Villani, docente di diritto internazione presso l’Università di Bari, Agostino Di Ciaula, medico ISDE – associazione medici per l’ambiente, Savio Chiariello del Comitato per NO di Barletta; l’incontro è stato introdotto moderato da Cosimo  D. Matteucci, referente provinciale del Comitato. 15065130_10209726577174603_905691937_o

Villani ha esacerbato i vari cambiamenti previsti da tale riforma, soffermandosi su alcune questioni e sollevando dubbi al riguardo. La riduzione del numero dei parlamentari, tuttavia, non è coerente con il messaggio molto spesso lanciato dai comitati per il Sì, ad esempio la Camera dei Deputati non viene assolutamente ridotta, stravolgendo invece il senso rappresentativo del Senato. Un tema principale, infatti, è proprio quello relativo alla composizione del nuovo Senato (74 consiglieri regionali, 21 sindaci più cinque senatori di nomina quirinalizia), su cui il professore continua ad esprimere dubbi riguardo al “doppio lavoro” di questi: «Come possono questi svolgere al meglio gli incarichi di consiglieri regionali e di senatori a Roma, o peggio di sindaci, lavoro assolutamente impegnativo, e di legislatori nel nuovo Senato?». Inoltre, questi sarebbero svincolati da un vincolo di mandato delle Regioni, cosa che fa decadere ogni conseguenza logica di appartenenza al territorio che vanno a rappresentare, ma sarebbero soltanto rappresentanti di se stessi. Si tratterebbe secondo i sostenitori del No di un “arretramento democratico”, visto anche il modo previsto per l’elezione di secondo grado dei senatori scelti, anche se nelle ultime settimane si è fatta strada una proposta che prevederebbe la scelta dei senatori in concomitanza con le elezioni regionali. A proposito del ‘doppio mandato’ Villani ha voluto ricordare che il Parlamento europeo prevede la non compresenza con altri incarichi istituzionali dei propri membri, o onorevoli europei o consiglieri regionali. Le materie di cui potrà occuparsi il nuovo Senato riguarderanno soltanto i compiti regionali ma in alcuni termini, come nei casi di legge costituzionale o referendaria, le materie saranno trasversali rispetto alla Camera, perciò non è chiaro come sarà semplificato il percorso legislativo, bandiera spesso sventolata dai sostenitori del Sì. Naturalmente, l’invito a sfuggire a qualsiasi logica di scelta in base alla simpatia per Renzi o meno, trattandosi di un tema molto importante che necessariamente, sia che si scelga sia in un modo o nell’altro, avrà delle ripercussioni per molti anni. Il prof. Villani ha concluso ribadendo la sua convinzione che questa sia una “riforma incostituzionale”.

15034370_10209726575134552_548906489_oDi Ciaula ha riferito le difficoltà che aggiungerebbe il sistema previsto da questa riforma alla sanità, ai sistemi di controllo sulla salute pubblica e dell’ambiente dei nostri territori. Al termine si è svolto un piccolo dibattito con il pubblico presente.