Francesco Dicuonzo è un giovane liceale che ha avuto il privilegio, grazie al suo talento artistico, di partecipare alla prima Biennale dei Licei Artistici in Italia, che si è tenuta nel Palazzo Venezia, a Roma promossa da ReNaLiArt, la rete nazionale dei Licei artistici , nell’ambito del progetto “Arte in cattedra” finanziato dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici del MIUR. L’opera “HOMOLUDICUS” stravagante e altamente creativa, un autoritratto 2.0, è stata sviluppata su un tema assegnato “Il gioco”: Francesco ci ha raccontato la genesi della sua opera e l’arte secondo i suoi giovani occhi.

Cosa ha ispirato la tua creazione?

«La mia creazione è stata ispirata dal significato stesso del gioco, sia inteso in senso positivo che (purtroppo) anche in quello “negativo”, ovvero quello che sta rovinando la nostra società, infatti è stata riconosciuta ufficialmente la ludopatia come una malattia curabile, per eliminare gli effetti distruttivi che esercita sia sulla persona direttamente interessata che sul suo nucleo familiare.»

“Il gioco come crescita”: quanto e come influisce il gioco secondo te nella crescita di una persona?

«Credo sia importantissimo, fin da bambini il gioco è una fondamentale forma di insegnamento, quindi altamente istruttivo. Alcuni giochi fin dalla tenera età ci insegnano a scrivere, a capire ciò che è positivo o negativo. Purtroppo ci sono anche dei giochi che vengono intrapresi come uno sfizio dagli adolescenti ma possono arrivare a rovinargli la vita, come ad esempio il gioco d’azzardo o i “gratta e vinci”.»

Sei stato personalmente alla prima biennale dei Licei Artistici: cosa rappresenta quest’evento per i giovani che si affacciano al mondo dell’arte?

«Per i giovani artisti è altamente costruttivo, in Italia non c’era mai stata una Biennale quindi questa è stata la prima occasione del genere che ha dato spazio a dei giovani artisti per poter esprimere le proprie idee. È un buon inizio dal quale possono prendere piede tantissime altre iniziative per ampliare il messaggio dell’arte, che va sostenuta, soprattutto in Italia, dove abbiamo il 70% delle opere artistiche del mondo.»

Pensi che l’arte sia coltivata abbastanza nell’ambito formativo dei giovani studenti?

«Non tutti danno spazio all’arte, soprattutto nella nostra nazione non viene sostenuta come dovrebbe essere. Non tutti danno spazio ai giovani artisti, non sempre viene dato spazio agli emergenti, a chi non è nessuno in ambito artistico. Io ad esempio sono un giovane ragazzo di un liceo artistico, con una buona dose di creatività come credo ne abbiano anche tanti altri giovani della mia età. Mi sono solo trovato in una situazione favorevole, in cui il tema mi è piaciuto sin da subito e mi ha ispirato una creazione. Devo dire grazie a questa iniziativa se ho potuto esporre una mia opera. Sappiamo benissimo che esporre un’opera o allestire una propria mostra ha dei costi abbastanza alti, quindi per un giovane artista sarebbe stata davvero dura fare tutto da solo.»