«Insieme possiamo davvero cambiare questo Paese. Insieme possiamo abrogare i voucher e tutelare le lavoratrici e i lavoratori degli appalti. Insieme possiamo liberare il lavoro. Con 2 Sì possiamo avere tutta un’altra Italia, un’altra Puglia, un’altra Barletta».
Con questo slogan da Barletta la Cgil dà il via alla campagna elettorale per il Sì ai referendum popolari sul lavoro a sostegno della Carta dei Diritti Universali del Lavoro.
Due i quesiti promossi dalla Cgil:
– il primo per l’abrogazione dei voucher, che sono uno strumento “malato” che andrebbe “azzerato” a favore di “una riforma per una contrattualizzazione pulita e esplicita che regolamenti il lavoro occasionale”.
Gli ultimi anni hanno visto un boom dell’utilizzo dei voucher, i famosi “ticket da mini-impieghi”, che sono diventati lo strumento per spacciare come accessori od occasionali attività che accessorie od occasionali non sono. Non si è trattato infatti di un’operazione tendente a ridurre realmente la precarietà, quanto piuttosto di una sostituzione nella sola “ forma”, che nella “sostanza” ha peggiorato la condizione dei lavoratori pagati oggi con i voucher. E nel nostro territorio li vediamo diffusi ovunque.
Di certo i voucher sono ormai di fatto uno strumento malato di sommersione e precarizzazione del lavoro: uno o due voucher servono per “coprire” un’intera giornata di lavoro ed anche più, evitando controlli e pertanto favorendo, non ostacolando, il pagamento in nero. Recentemente si è rivolta alla camera Comunale del lavoro una lavoratrice che da ben due anni e in maniera consecutiva ha ricevuto voucher senza, invece, un rapporto di lavoro subordinato con tutte le caratteristiche di un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente e tutti gli annessi e connessi diritti, e doveri.
L’alternativa all’abrogazione dei voucher non è affatto il lavoro nero. La Cgil ha una proposta chiara contenuta nella Carta dei Diritti Universali del Lavoro: il lavoro occasionale va normato con uno strumento di natura contrattuale che assicuri pienezza contributiva, previdenziale e assicurativa; cosa che – a partire dai nostri territori e per la tipologia di attività lavorative che si svolgono – rappresenterebbe una rivoluzione di civiltà e di rispetto della dignità umana!
– Il secondo riguarda la responsabilità solidale negli appalti, che riguarda milioni di lavoratori nel nostro Paese, e certamente non un fenomeno marginale da trascurare.
Abrogare le norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti significa impedire che ci siano differenze di trattamento tra chi lavora nell’azienda committente e chi in un’azienda appaltatrice o in un’azienda in sub-appalto, riaffermando il principio che chi opera nel sistema degli appalti deve vedersi garantiti gli stessi diritti e le stesse tutele.
Significa difendere i diritti di coloro che sono coinvolti nei processi di esternalizzazione di fronte ai frequenti fallimenti delle imprese in sub appalto e in sub fornitura, spesso accompagnati dalla loro irreperibilità dopo la cessazione dell’attività lavorativa e contrastare le pratiche di concorrenza sleale. In sostanza, il quesito chiede che ci sia un’uguale responsabilità, in tutto e per tutto (responsabilità solidale), tra committente e appaltatore nei confronti di tutto ciò che succede nei rapporti di lavoro.
Dunque, il committente sarà chiamato a rispondere per eventuali violazioni compiute dall’impresa appaltatrice nei confronti del lavoratore. Di conseguenza, l’azienda che appalta sarà tenuta a esercitare un controllo più rigoroso su quella a cui affida un appalto.
Tutto questo impegno, che rientra nella cd “#SfidaxiDiritti” della Cgil – nasce da lontano, dalla stesura della Carta dei Diritti Universali del Lavoro, dalla sua condivisione in centinaia di piazze d’Italia inclusa Barletta, in migliaia di luoghi di lavoro, tra la gente e con la gente. Questo percorso ha portato 4,5 milioni di firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare e per i quesiti referendari che la sostengono. Tutto questo ha come protagonisti anzitutto lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, ognuno di noi, ognuna delle persone che da sempre credono nella partecipazione come motore della democrazia.
Intanto si è costituito il Comitato di sostegno provinciale, e stiamo costituendo a Barletta il Gruppo di Sostegno per i 2SI ai referendum composto da personalità serie e convinte del mondo del lavoro, delle libere professioni, dell’associazionismo imprenditoriale, della cultura, dell’amministrazione della giustizia, ect.
Tutto ciò sarà reso pubblico ed esplicitato più diffusamente nel corso del volantinaggio che la CGIL di Barletta farà oggi dalle ore 18,30 alle ore 21,00, in Corso Vittorio Emanuele, con in bella evidenza un apposito camper pubblicitario che invita tutti i barlettani, e non solo, a votare 2 SI al referendum in questione, per i quali si attende di conoscere la data dell’espressione di voto e per la qual cosa i Prefetti d’Italia, compreso il nostro, sono stati sollecitati dalla Cgil ad intervenire verso il Governo nazionale.





































