a cura di Paolo Doronzo

Che i misteri fossero cosa che, concettualmente, non trovano risposta lo si sapeva già; tuttavia proprio durante il mese di aprile dello scorso anno, si pareva vicini alla risoluzione di uno di questi. In seguito ai lavori di pulizia dei bronzi e manutenzione straordinaria, per consentire di verificare lo stato di conservazione della struttura interna e di ripulire la superficie della statua dai depositi polverosi, del Colosso di Barletta, noto ai più con il nome di “Eraclio”, furono rinvenute, all’interno del materiale bronzeo, le cosiddette ‘terre di fusione’ che vennero prelevate per poter effettuare indagini finalizzate a stabilire la datazione e la provenienza esatta della statua; i risultati di tale approfondimento sarebbero dovuti essere resi noti al più presto.

 

Colosso durante i lavori di un anno fa
Colosso durante i lavori di un anno fa

Questa indagine, che avrebbe prodotto risultati molto interessanti non solo a livello locale, era stata annunciata dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, che avrebbe dovuto provvedere anche al finanziamento di tale opera di ricerca. L’esito non è ancora pervenuto, non si conoscono i tempi di previsione, dopo oltre un anno. Dell’operazione di restyling del Colosso si era occupata l’Amministrazione Cascella, in particolare l’Assessorato ai lavori pubblici. I cittadini vorrebbero sapere a che punto è la ricerca, se verrà realizzata, come si disse allora, una pubblicazione ufficiale in grado di fornirci i dati di questa nuova ‘carta d’identità’del nostro Arè.